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Trivellazioni, il sud non ci sta

Trivellazioni, il sud non ci sta

Trivellazioni, il sud non ci sta

«Per fortuna al sud sta accadendo che in molti si stanno muovendo e in molte direzioni. Ci sono esempi, nel nostro meridione, di comunità di privati cittadini che stanno facendo ciò che le istituzioni non hanno fatto in trent’anni».

Per introdurre una questione delicata come quella delle trivelle che non lasciano in pace il nostro mare, ci piace usare le parole di Pino Aprile, uno che di impegno e interesse per i problemi del nostro sud ne sa più di “qualcosa”.

Già, perché in fondo è di impegno che si tratta, quello che muove un sud che “non ci sta” ad un decreto “Sblocca Italia” che, al di là di un nome molto accattivante, in realtà rallenterà tutti i bei sogni del sud. Sparando a raffica sul nostro mare, per esempio, sfigurando i nostri panorami con robot d’acciaio pronti a sferrare quel colpo di grazia che manderà la Sibaritide a gambe all’aria e non la farà rialzare più.

Un triste destino, questo, che ci accomuna all’altrettanto sfortunata Matera, il cui territorio e il cui mare, già ridotti alla stregua di una forma di groviera, potrebbero diventare il teatro di una carica offensiva ancora più violenta.

I padroni del mare saranno le compagnie petrolifere, altro che i mitologici  grandi re delle acque. I giganti dell’oro nero hanno già pronto un poker d’assi che aspetta il momento giusto per essere calato, mentre le regioni, con in mano solo una coppia, non possono che restare a guardare, vittime di una legge che le spoglia di tutti i poteri.

Per fortuna, dicevamo, la gente si muove, batte i piedi e i pugni ed è pronta a farsi vedere e sentire: di inghiottire veleni proprio non ne vuole sapere e quelle piazze brulicanti non solo di bandane e cartelli, ma anche di cappellini, zainetti e passeggini dimostrano che ognuno, nel proprio piccolo, può e vuole dire la sua. Perché per garantire e garantirsi il rispetto, l’esempio del mulo insegna: non è mai servito abbassare il capo e tirare la carretta. A volte, già alzando la testa, si può dimostrare di esserci e, scalciando, si può anche cambiare il proprio destino. Un destino in cui il Mediterraneo è ancora “da scoprire”, certo non da trivellare.

m. f.

s. t.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

13/12/2014