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Rossano: Enel, cronaca di una telenovela

Rossano: Enel, cronaca di una telenovela

Rossano: Enel, cronaca di una telenovela

di LENIN MONTESANTO

Enel, elezioni e ipotesi di sviluppo: il trinomio, lo stallo e le ipocrisie si ripetono e persistono. «Stiamo anche valutando la possibilità di una conversione a carbone dell’impianto di Rossano, ottenendo tutte le autorizzazioni del caso». Così l’allora AD di Enel Scaroni, rispondendo ai giornalisti del Sole 24 Ore, sulla seconda fase di conversione di Porto Tolle (Rovigo). Siamo al 31 marzo del 2005. Dieci anni fa.

Qualche settimana prima, a metà febbraio dello stesso anno, una delegazione del colosso energetico, guidata da Scaroni e, tra gli altri, dall’allora responsabile comunicazione Comin, scende addirittura a Rossano, incontrando a porte chiuse, nella sala del consiglio comunale, sindaco (Longo), giunta, maggioranza e opposizione. A quel vivace quanto singolare incontro istituzionale, segue anche una conferenza stampa pubblica, in sala giunta.

Nei giorni e nelle settimane successive il dibattito politico e sociale, stimolato da gruppi e movimenti più o meno rappresentativi (qualcuno di sè stesso!), assume connotazioni chiare e forti. Posizioni nette e irriducibili, tra i fautori della riconversione a carbone (sempre meno plateali, soprattutto tra i politici) ed i contrari, senza se e senza ma, protagonisti di vibrate proteste e manifestazioni di piazza.

Né mancano strascichi giudiziari, con querele per diffamazione a mezzo stampa che coinvolgono persino un Ministro dell’epoca. Fino alle amministrative del 2006 che, dopo la caduta anticipata di Longo, per sfilacciamento dell’allora maggioranza di centro destra e la ri-candidatura di Giuseppe Caputo a sindaco, portano all’elezione di Filareto. E del centro sinistra. Che, manco a dirlo, non brilla per determinazione (su nulla a dire il vero!), neppure su un punto, quello della netta contrarietà alla riconversione della centrale Enel, sulla quale sono stati costruiti tuttavia ampi e trasversali consensi elettorali. Per carità, Filareto ribadisce sempre il suo no formale, duro e puro. Ma le cronache giornalistiche dell’epoca riportano di diversi incontri (officiati pare da qualche ciambellano di corte) tra presunti emissari Enel e rappresentanti dell’Esecutivo, guarda caso ed ancora una volta verso la fine di quel mandato. E ci risiamo.

L’implosione delle sinistre locali alle elezioni del 2011, anticipata dall’elezione di Caputo al consiglio regionale nel 2010, riportano il centro destra a Piazza SS.Anargiri, con Antoniotti. Il quale, sibillino sulla questione Enel per tutta la campagna elettorale resta poi sostanzialmente poco loquace sul punto nei primi anni, salvo ribadire, come il suo predecessore, un no d’ufficio ad ipotesi contrarie alle vocazioni di questo territorio. Che è dire tutto e niente! La ripresa del dibattito, su iniziativa di altre espressioni del centro destra (Rapani, Fratelli d’Italia) è recente. Con diverse proposte alternative alla riconversione a carbone, più o meno confutate, a seconda dei casi, da altrettante associazioni ambientaliste costituite (salvo smentite) da uno o pochi rappresentanti (di sè stessi!). Arriviamo ad oggi. Si rimuove anche la maggioranza (non l’Amministrazione!), con una visita all’impianto ETA di Manfredonia. Per capire che fare del sito di S. Irene, ormai di fatto dismesso nel silenzio o nell’ipocrisia generali.

Il copione si ripete. Da dieci anni. Identico. Con tre grandi assenti: 1 - l’Enel, società multinazionale privata, che pare non abbia cambiato posizione dal 2005 e che però nessuno continua a considerare; 2 - la popolazione che, sul punto, continua a non essere interpellata né certamente rappresentata da qualche élite di fortunati vagheggianti un turismo ed un’agricoltura che non esistono; 3 - la gravissima crisi economica che sta mettendo sul lastrico sempre più famiglie in questo territorio.

La telenovela sud italiana continua. Prossima puntata, ma ancora una volta senza scoop, le amministrative del 2016.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

21/02/2015