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Rossano: dalla frutta alla marmellata, ecco le trasformazioni di Anselmi

Rossano: dalla frutta alla marmellata, ecco le trasformazioni di Anselmi

Rossano: dalla frutta alla marmellata, ecco le trasformazioni di Anselmi

di MARTINA FORCINITI

C’è una Generazione X, una nuova leva di giovani che si assume la responsabilità dei prossimi anni, che in Calabria rincorre i propri sogni sulla scia dei solchi scavati dai padri. Salpano dai lidi jonici, si formano. Ma sulla porta di casa lasciano appeso un “Torno subito” che è una promessa e, insieme, una nuova consapevolezza. Quella per cui i nostri luoghi d’origine sono la frontiera di un nuovo sviluppo. Che passa dai prodotti della terra. E dal patrimonio familiare.

«Se per valorizzare il nostro territorio c’è bisogno di ripensare sé stessi, io dico perché no!».

Cesare Anselmi, imprenditore rossanese, titolare dell’Azienda Agricola omonima, è uno dei volti della rivoluzione generazionale in corso. Quella che vede protagonista la rinnovata attenzione alla formazione agro-alimentare. Quella che sensibilizza i giovani. E che li incoraggia a investire. Senza manuale d’istruzione.

«L’azienda agricola della mia famiglia è stata sempre collaterale al reddito principale. Io l’ho rilevata e ho pensato di passare dalla vendita del frutto tal quale, clementine e arance naveline, alla sua trasformazione in marmellata, per potermi quindi rivolgere al mercato del trasformato».

E alla base del cambiamento c’è sempre qualcosa in più del semplice individualismo. In questo caso, trasformare significa valorizzare il territorio attraverso i suoi prodotti. E attraverso le sinergie.

«Per la produzione di marmellata utilizziamo solo ingredienti caratteristici della nostra terra, tant’è che alcune tipologie sono aromatizzate alla liquirizia Amarelli e al moscato passito di Saracena, presidi Slow Food». È, questo, uno di quei casi in cui il rischio cresce proporzionalmente ai risultati ottenuti.

«La risposta positiva ai nostri prodotti è stata immediata e, paradossalmente, soprattutto al di fuori dei confini territoriali. Oltre all’apprezzamento del prodotto in sé, a premiarci è stato l’aver voluto promuovere il prodotto come uno dei marcatori identitari della nostra terra, ribadendo il legame forte con la Sibaritide». Acquisire conoscenze e poi tornare, dicevamo. Perché è così importante?

«La formazione universitaria conta perché produce consapevolezza. Conoscere altre realtà significa rendersi conto delle proprie potenzialità e impegnarsi per sfruttare al meglio ciò che si è imparato, piuttosto che esportarlo altrove».

Che poi, con l’avvento del web 2.0 e dei canali social, la visibilità non rappresenta più l’ostacolo lungo la corsa.

«Anche in territori marginali c’è la possibilità di fare e farsi conoscere. Soprattutto quando l’oggetto dello scambio comunicativo è il Made in Italy. Il nostro prodotto, al di là della promozione, si racconta da solo.» Una tendenza, questa, che forse andrebbe agevolata e resa più appetibile. «Le istituzioni dovrebbero rendersi conto delle potenzialità dei nostri territori a vocazione naturale, rendere accessibili le risorse necessarie a investire tramite incentivi, dialoghi, sensibilizzazione e sburocratizzazione».

È un lavoro a costo zero, dopotutto. Che andrebbe fatto subito.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

17/04/2015