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Enel Rossano, novembre passa. Vertenza dimenticata?

Enel Rossano, novembre passa. Vertenza dimenticata?

Enel Rossano, novembre passa. Vertenza dimenticata?

di MARTINA FORCINITI

La questione della centrale Enel rossanese rischia di bloccarci il cervello. Se non altro perché ormai è faticoso star dietro anche solo al susseguirsi di promesse, patti, giuramenti. Che, a quanto pare, si fa presto a dimenticare. Come se si avesse a che fare con qualche sfizio da concedere e non con il cinico destino profetizzato per decine di padri di famiglia. Quasi senza prospettive, ora lo sappiamo.

E non esiste esercizio più difficile del prendere definitivamente atto che non si va oltre qualche chiacchiera. Che lo sbarramento dei cancelli di quest’Enel un po’ mamma e un po’ imprenditrice orgogliosa sia ormai questione di qualche manciata di settimane.

Ci sarà anche qualcuno che avrà apprezzato gli sforzi, finora verbali, fatti per garantire la salvaguardia della produttività del sito. E qualcun’altro avrà pure offerto il proprio pieno supporto alle potenziali iniziative fattibili. Ma alzi la mano chi non stava già respirando pessimismo ancor prima di dover digerire l’ultima batosta. Già, perché l’aggiornamento del tavolo tecnico tenutosi in Regione il 12 ottobre scorso al fine di “valutare la situazione ed individuare soluzioni fattive per la valorizzazione ed il riutilizzo del sito dell’impianto termoelettrico Enel di Rossano” era fissato per la seconda decade di novembre. E nessuno ha battuto un colpo.

Ma se fosse sufficiente aggrapparsi all’ottimismo ed alla fiducia, oggi non staremmo qui a calcolare quanto poco tempo ancora resti prima che il colosso energetico dia doppia mandata ai lucchetti.

A quanto pare siamo rimasti tutti vittime delle nostre stesse speranze. E non a caso gli umori fotografati sui cementi di contrada Cutura sono decisamente volubili, messi a nudo nella loro fragilità.

Sarà perché Enel ormai non dà più notizie di sé e, chiusa a riccio com’è, è probabile che le sue intenzioni rimangano appannaggio solo di qualche irreperibile bene informato.

Intanto l’impianto non produce una lacrima di corrente, i contratti ottengono proroghe per un paio di mesi e gli operai vengono smistati come pacchi, con una buona parte spedita alla direzione territoriale di Catanzaro, un’altra migrata nel reparto distribuzione e un’altra ancora incentivata ad andarsene in pensione anticipata. Di questo passo, non trascorrerà molto tempo prima che i dipendenti diretti li si possa contare sulle dita  di una mano.

C’è chi dice – e noi non stentiamo a credergli – che Enel abbia già le valigie pronte e appena completata la bonifica dell’amianto, obbligo prescritto dalla legge, l’ente prenderà il largo a vele spiegate sullo Jonio. E a nulla serviranno nuove proteste che, dopo le feste, gli operai quasi sicuramente fomenteranno. A meno che qualcuno non si decida ad avanzare proposte, stilare progetti, indicare alternative di sviluppo. Ma di quella strana e pericolosa inerzia che sembra aver incatenato le mani e serrato le bocche delle istituzioni ne abbiamo scritto più e più volte. Senza che all’azienda giungesse mai dai politici un nuovo, incoraggiante stimolo alla collaborazione. E allora ci poniamo una domanda: una situazione così, a prescindere da ogni eventuale interessamento, è rimarginabile? O forse il 2016 sarà davvero l’anno in cui Enel spegnerà tutte le sue luci?

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

09/12/2015