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Ordine avvocati: toghe spedite alle urne?

Ordine avvocati: toghe spedite alle urne?

Ordine avvocati: toghe spedite alle urne?

di MATTEO LAURIA

Toghe di nuovo alle urne nel 2016? Probabilmente si. Non tanto per congiure e/o complotti come accade in politica, ma per il semplice fatto che il consiglio dell’Ordine degli avvocati è mancante di una “minoranza” interna all’organismo, ponendo di fatto un limite di democrazia. L’aspetto grave tuttavia non è tanto il dato di merito su cui pure bisognerebbe soffermarsi, quanto l’irresponsabile necessità di una sentenza per acclarare principi di rappresentanza e di sano equilibrio nella gestione di qualsivoglia organismo. E, si badi bene, stiamo parlando di una categoria che si nutre di diritto, di principi costituzionali, di norme, di leggi. Soggetti che producono giurisprudenza e dovrebbero contribuire alla elevazione dello stato di diritto. E invece cosa accade? Si è concepito un sistema dove il potere esecutivo è quasi demandato a funzioni monocratiche. Comanda chi vince. E chi esercita il controllo? Nessuno. E’ prevalente il principio dei controllori e dei controllati. Ma tanto, oggi più che mai, in Italia può accadere di tutto e di più. A Castrovillari la situazione è tale, con l’aggravante di essersi recati alle urne dopo una intervenuta sospensiva del Consiglio di Stato (dovrà pronunziarsi sul punto il 28 gennaio 2016) che stabiliva la sospensione del regolamento per le elezioni degli Ordini professionali di tutta Italia, dichiarando di fatto il limite di voti (due terzi) e rafforzando il principio secondo il quale è fatto obbligo salvaguardare la maggioranza di genere. La questione è stata trattata nei giorni scorsi anche in ambito di Consiglio nazionale forense dove il Procuratore generale ha assunto le tesi dei reclamanti circa il vizio di rappresentanza. Sin qui gli aspetti procedurali. Poi le logiche che hanno finora accompagnato la politica forense del Pollino. Poche se non nulle le prese di posizione sui disagi derivanti dall’accorpamento, lo scontro con i componenti della Fondazione di Rossano, talvolta anche da “dispettuccio” (Es. l’assegnazione dei crediti formativi nell’organizzazione di corsi e/convegni). E’ venuto meno il dialogo tra le parti. In verità molti avvocati dello Jonio hanno seguito le orme dell’attuale presidente Laghi, ponendo al centro delle proprie ragioni motivazioni di ricambio, di rinnovamento, e di innovazione dei metodi. I nostalgici dell’ex foro di Rossano al contrario non hanno dubbi: si tratta di soggetti che hanno preferito salire sul “carro del vincitore”, in questo caso del presidente Laghi con i suoi fedelissimi. E’ pur vero che le toghe dell’ex foro di Rossano, al di là del contestabile regolamento elettorale, prese dal culto dell’Io si sono eccessivamente non solo frammentate ma hanno mal interpretato il regolamento elettorale, concentrandosi sul voto di preferenza e non di lista.

Errore che non ha commesso Laghi, il quale si è trascinato con sé tutti i consiglieri di sua fiducia al governo del Foro. Insomma si mantengono in vita i vizi di sempre: tanta confusione, personalismi, meccanismi competitivi talvolta anche sleali, disorganizzazione, approssimazione, forme degenerative, autoreferenzialità. Il tutto misto a una lotta di campanile.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

19/12/2015