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Banche carnefici, a volte però sono le vittime

Banche carnefici, a volte però sono le vittime

Banche carnefici, a volte però sono le vittime

di MATTEO LAURIA

Le banche carnefici a volte sono anche vittime. Sembrerà strano, ma è proprio così. I manager del denaro hanno come precipua finalità l’obiettivo di vendere “moneta” attraverso circuiti finanziari noti a chi avvia una fase di contrattazione. Le sacrosante battaglie sui tassi d’interesse o sull’anatocismo trovano riscontro oggettivo in quelle realtà “geneticamente” povere come le nostre, che a fatica e grazie all’inventiva dei privati riescono a muovere economia.

Poi, ovviamente, ci sono “privati” e “privati”. C’è la vera vittima che s’impatta contro il muro di gomma di un sistema creditizio che sembra non guardare in faccia nessuno quando si tratta di avviare un’azione legale per crediti vantati, e ci sono gli “speculatori” che approfittano delle disgrazie altrui (le vere vittime) per elevare campagne contro le banche, i cui istituti vengono messi alla berlina o perché non hanno concesso qualche singolo mutuo per carenze di tutele e di garanzie, o perché peccano nei criteri di valutazione dando fiducia a faccendieri senza scrupoli. Un dato è certo: le banche per gli imprenditori, o per chi muove economia, rappresentano uno strumento indispensabile dal quale non si può prescindere. D’altronde, la concessione di un prestito, di un finanziamento, l’apertura di un conto corrente bancario prevedono la stipula di un contratto bilaterale che viene assunto tra le parti all’interno del quale il potenziale “cliente” viene messo a conoscenza delle condizioni poste dalla banca. Solitamente, il sistema mediatico punta l’indice contro il sistema bancario, talvolta lo fa a giusta a ragione, altre un po’ meno. Poco si concentra sui frodatori. Che sono tanti e hanno la capacità di mimetizzarsi. Costoro utilizzano, con fare maldestro, le disgrazie altrui per cavalcare l’onda. Ce ne sono di pseudoimprenditori di questa taglia. E non sono pochi. Gli stessi che poi inducono i direttori di banca, sottoposti a loro volta a regole rigide, alla diffidenza, a non credere e a non investire in idee e progetti presentati magari da giovani imprenditori. Truffatori di basso profilo, il cui agire determina danni irreversibili dei cui effetti forse non sono neanche consapevoli.

Talvolta, a criticare le banche sono proprio quei soggetti che hanno ottenuto ingenti somme, di cui un cittadino comune non avrebbe mai potuto beneficiare. È questo potere discrezionale, piuttosto, che andrebbe perseguito poiché obbedisce solo ai criteri dei favoritismi. Fidi e prestiti concessi per amicizie e conoscenze a soggetti discussi. Dietro il crack, spesso, si nasconde questo modo di operare. Quanti direttori sono stati rimossi e/o trasferiti in passato? Forse per aver peccato di una eccessiva fiducia nei confronti di mercenari?

Le verità vanno raccontate tutte, a 360 gradi, in ogni sua angolazione. Le vetrine, la finta convegnistica per togliersi qualche sassolino, producono solo stagnazione dell’esistente. Le componenti essenziali per muovere il sistema finanziario sono fiducia e credibilità. E chi è alle spalle di certi eventi non ha né l’uno né l’altro.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

02/04/2016