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Esondazione Crati, tra emergenza e prevenzione: ricercare le vere responsabilità di un disastro annunciato

Esondazione Crati, tra emergenza e prevenzione: ricercare le vere responsabilità di un disastro annunciato

Esondazione Crati, tra emergenza e prevenzione: ricercare le vere responsabilità di un disastro annunciato

In questo territorio siamo fin troppo abituati a gridare "al lupo al lupo" quando  i buoi sono già scappati via dal recinto. L'esondazione del fiume Crati (l'ennesima, dopo quelle che hanno interessato il Parco archeologico dell'antica Sibari e zone limitrofe negli ultimi anni) poteva avere conseguenze ben più nefaste di quelle, già molto gravi, verificatesi. Le contrade Thurio e Ministalla dell'area urbana di Corigliano sono state vittime di un modo di fare e di agire che da sempre caratterizza l'intero territorio nazionale e soprattutto meridionale: il menefreghismo, l'incompetenza e la sufficienza. Tanti capi di bestiame sono annegati, le acque del fiume, in piena notte, hanno invaso campi, case, stalle e magazzini portando via di tutto. Per fortuna non abbiamo registrato nessuna vittima tra le persone e questo, di per sé, è già un miracolo. Adesso si contano i danni e iniziano i soliti ritornelli sulle cause e le responsabilità: una tendenza, quest'ultima, che va abolita. E non di certo perché non vogliamo i colpevoli o non vogliamo che i responsabili siano accertati e paghino per le loro negligenze o per i loro errori. Assolutamente no! Per questo compito abbiamo una valida magistratura, che peraltro si è messa già al lavoro aprendo un'inchiesta che si spera possa giungere al più presto a identificare eventuali omissioni, errori e leggerezze che hanno portato al verificarsi di questo disastro.

Detto ciò, abbiamo registrato, il solito ritornello di quello, o quelli, sempre pronto ad accusare l'altro. E' stato tirato in ballo il Commissario prefettizio del Comune di Corigliano-Rossano, Domenico Bagnato. I parlamentari 5 Stelle Sapia, Abate e Forciniti ne hanno chiesto la rimozione, insieme al neo dirigente Amica. La macchina dei soccorsi, secondo i parlamentari grillini, non ha funzionato a dovere e le popolazioni colpite dalla calamità sarebbero state abbandonate dopo i primi soccorsi. Ci sembra, questo, il modo più sbagliato di intervenire sulla vicenda. Sbagliato e ingeneroso. La macchina dei soccorsi ha fatto quello che ha potuto. Chi l'ha coordinata lo ha fatto nel migliore dei modi. Piuttosto di puntare il dito sempre e comunque contro chi si trova in un dato e preciso momento a rappresentare un Ente, si cerchi di andare a scovare le vere responsabilità dei disastri. Che di certo hanno radici ben più profonde e lontante. Anche quando non si hanno responsabilità dirette, un rappresentante istituzionale non può limitarsi a fare il comunicato stampa ex post per puntare il dito contro il Sindaco o il Commissario di turno. Nel caso specifico, il Commissario Bagnato cos'altro doveva fare oltre a quanto diligentemente predisposto? Ha fatto tutto il possibile e garantito che la macchina comunale prestasse i soccorsi necessari. Troppo facile parlare, troppo banale puntare il dito. Da chi rappresenta il territorio a livello nazionale ci aspettiamo molto di più che il solito sparare sul berasglio più facile con il classico dei metodi populistici e più in voga in queste circostanze: gridare alla vergogna chiedendo la "testa" del rappresentante istituzionale di turno. Prima di parlare sarebbe bene valutare ogni minimo particolare.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

03/12/2018