Ultime notizie
AttualitàFrecciarossa Sibari, da febbraio cambia rotta: non più Bolzano ma Milano-TorinoAttualitàComuni, i conti fragili del Nord-Est: uno su quattro tra dissesto e riequilibrioAttualitàNuovo Ospedale, martedì aprono gli ambulatori. Ma Insiti non apre ancora: il vero countdown comincia adessoTerritorioSuperbugs, l’allarme di Safe 2026: «Non bastano nuovi antibiotici, bisogna governare l’intero processo di cura»PoliticaCaro carburante, Futuro Nazionale si schiera con i presidi: «Agricoltura, pesca e trasporti sono un’unica filiera»PoliticaVerde pubblico, FdI replica ad AVS: «L’ambiente non è una tessera di partito»AttualitàImprese centenarie, oltre la metà opera nell’agroalimentare. Amarelli: «La longevità nasce dall’identità dei territori»AttualitàLaghi di Sibari, Assolaghi porta il dossier al Salone di Genova: «Entrino nella nuova strategia portuale calabrese»PoliticaItalia del Meridione si struttura a Corigliano-Rossano: Ida Sarlo nuova segretaria cittadinaEcoCultPatrizia Di Vico esordisce con Il Benedetto: un romanzo sul dolore che attraversa le generazioniTerritorioEnergia, D’Agostino: «La Calabria guardi ai modelli di Marche, Lazio e Abruzzo e rafforzi gli investimenti sulle rinnovabili»AttualitàFesta dei Nonni in carcere: a Rossano gli affetti familiari superano le sbarre
Tutte
Attualità

Commentare sempre, leggere mai. L'imperativo ai tempi dei social

Commentare sempre, leggere mai. L'imperativo ai tempi dei social

Commentare sempre, leggere mai. L'imperativo ai tempi dei social

di JOSEF PLATAROTA

Commentare sempre, leggere mai. Altro non è che il nuovo mantra degli internauti che - navigando nelle galassie fatte di post, stati e articoli - si trovano a ripeterlo fedelmente. Ed ecco che chiunque commenta l’inverosimile, moralizza, chiacchiera, dissente e dice la sua per poi ritrovare nella biografia Facebook del o dei suddetti che, alla voce istruzione, vi è la tanto agognata e complessa Università della Vita.

È il vizio di forma del Social più utilizzato al mondo: dare la voce a tutti, pagati con moneta sonante che non è trasferibile e cumulabile ma è ugualmente spendibile: la libertà di parola. Il nostro giornale ormai si è abituato a Metropolitane utopistiche diventate reali e pronte ad essere varate, a titoli che volevano dire fava ma si capiva rava, a commenti di dottoroni illustri che con un italiano claudicante colorano parole e usano faccine.

A 60 anni, non a 14.

Di ciò che non si può parlare bisogna tacere o, per meglio dire, commentare. Ma se proprio si sente l’istinto impellente, proprio che le mani prudono manco si fosse affetti da un’incurabile orticaria, anche se la giornata è andata male tra le mille e più angherie e bisogna in un modo o nell’altro sfogarsi, almeno si abbia la decenza di leggere, codificare gli articoli, respirare il fatto. Non possiamo stare troppo dietro all’ovvio: spiegare seduta stante la differenza tra un comunicato stampa e un articolo o tra una riflessione e un editoriale è tempo sprecato.

Come potrebbe essere anche questo pezzo, queste lettere messe una dietro l’altra. Il giornale è lo strumento più bello che possa esistere perché è carne leggibile di informazioni e libertà. Abusarne - perché dietro ad uno schermo non è possibile spegnere sul nascere qualsiasi arrogante pretesa di sapere senza conoscere nulla - sarebbe davvero un gran delitto.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

22/07/2019