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Corigliano Rossano, cittadini di quartiere Gran Sasso esasperati

Corigliano Rossano, cittadini di quartiere Gran Sasso esasperati

Corigliano Rossano, cittadini di quartiere Gran Sasso esasperati

Occupato viale dei Normanni e chiusa la viabilità

Atti estremi sintomo di un'esasperazione giunta ormai ai massimi livelli. I cittadini del quartiere Gran Sasso di Corigliano Rossano sono passati alle maniere forti per denunciare il loro malcontento, ben sintetizzato in una nota stampa a firma di Carmela Cirullo.

"Non se ne

può più. La dignità umana si rispecchia nell'ambiente che ci circonda, e qui purtroppo di dignità non ve ne

è ombra perché celata dal degrado e dall'abbandono. Il tempo non va misurato in ore e minuti, ma in

trasformazioni (Fabrizio Caramagna).  Qui il tempo si è fermato a 20 anni fa o anche più e di trasformazioni

non ve ne è traccia. Si accavallano i tempi, le forze politiche, le normative, i  sindaci…ma nel quartiere

Gran Sasso tutto rimane immutato. E non servono denunce, articoli di giornali ,stalkerizzazione alla

polizia municipale: i quartieri Aterp sono di competenza aliena ed è difficile, se non impossibile ,

interloquire con qualcuno che sia in grado di fornire risposte e soluzioni. Perché è così difficile scalfire

una burocrazia così palesemente corrotta? Che imprigiona le persone oneste costringendole a vivere

all'ombra dell' inciviltà e dell' illegalità e lascia crogiolare i disonesti, gli sciatti, gli incivili? Perché? La

gente è stanca. Si assiste inerti ad una monopolizzazione irreale , inadatta ad una società “civile"

proiettata verso il 2020. Sono anni che questi quartieri si pongono come “entità” a sé stanti di cui

nessuno si assume responsabilità e controllo.

"SERVONO LE RUSPE, VIDEOSORVEGLIANZA, RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ"

Sono trascorsi 2 anni da quando , dopo decine di denunce e

segnalazioni, i carabinieri facevano visita nel quartiere Gran Sasso obbligando i residenti alla rimozione di

numerose strutture abusive. I più facinorosi ed onesti , a proprie spese, si sono impegnati a rimuovere

quel che è stato possibile e che era lì dall'alba dei tempi…ma strutture imponenti ed ABUSIVE sono

ancora lì e nessuno se ne preoccupa. E quel che più infervora è che da allora nulla è cambiato :

marciapiedi distrutti, aiuole simili a fossati , cumuli di detriti e spazzatura , auto abbandonate, archi di

cemento, reticolati di ferro , discariche a cielo aperto legittimate da consuetudine ed inciviltà, selve

impercorribili. Ed è inutile rivolgersi al comune, ancora più inutile rivolgersi all' Aterp di Cosenza. In molti

attendono da decenni il contratto di assegnazione, gli esiti di sanatoria, il canone di locazione, la

regolarizzazione, la LEGALITÀ… Ma sembra esserci un buco nero nelle istituzioni che inghiottisce questi

sporchi quartieri e soprattutto obbliga chi per sua sventura vi abita, a vivere nel più totale abbandono e

degrado. In risposta alla rivolta ,stamani, gli operatori ecologici si presentavano nel quartiere per tagliare

l'erba diventata ormai arbusto…ma a che serve pulire sulle macerie? Si nasconde la polvere sotto il

tappeto? Qui servono le ruspe, video sorveglianza, ripristino della legalità. Spot di campagne elettorali e

duri confronti con le istituzioni cosentine, poi il silenzio. Non si tratta di quartieri siti in lande desolate :

sono purtroppo nel cuore cittadino , cornice di scuole materne e primarie, squallido contorno di una

zona ad alta intensità commerciale ed abitativa. Eppure qui la stigmatizzazione è prassi : le “case

popolari" diventano marchio per i residenti, quasi a delimitare un confine tra loro ed i “comuni" cittadini,

quasi a voler sottolineare una diseguaglianza dovuta all'appartenenza a circoscrizioni senza autorità e

senza diritti …le terre di nessuno. I bambini “ Aterp" non camminano su marciapiedi ma tra macerie, non

giocano nelle aiuole ma tra sporcizia e degrado…questa non è civiltà. Nelle ultime amministrative avevo

personalmente inserito nel programma politico M5S , l'istituzione all'interno del comune di un apposito

ufficio Aterp, che funzionasse da tramite tra cittadini e uffici di Cosenza. Un ufficio per il disbrigo

pratiche, per le richieste di manutenzione, per i calcoli di locazione , per assistenza agli utenti in difficoltà

con le normative, per il controllo dell'abusivismo …per tutte quelle difficoltà burocratiche che diventano

insormontabili problemi per i residenti. È vero che i processi di cambiamento e civilizzazione richiedono

tempo , ma qui si è superato ogni limite temporale accettabile.  Il municipio è

pieno di esposti, denunce e segnalazioni a mio nome , ma adesso c'è bisogno di istituzioni presenti, di

impegno, lotta incessante e spirito costruttivo. Spero che il sindaco Flavio Stasi tenga conto di questa

ennesima denuncia e soprattutto spero vivamente che il cambiamento inizi finalmente a concretizzarsi

nelle piccole realtà".

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

17/07/2019