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Mons. Giuseppe Satriano: torniamo ad imparare a stare accanto agli altri

Mons. Giuseppe Satriano: torniamo ad imparare a stare accanto agli altri

Mons. Giuseppe Satriano: torniamo ad imparare a stare accanto agli altri

Eccellenza Reverendissima,  carissimi sacerdoti, diaconi, seminaristi e a voi tutti, fratelli e sorelle, che nella consacrazione battesimale e nella scelta della vita religiosa edificate l’amato popolo di Dio, a voi il mio saluto colmo di affetto e la gioia grande nel rivedervi insieme per questa celebrazione, che viviamo all’indomani di una fase dolorosa e delicata per tutti. Oggi siamo qui, insieme, per attestare a noi stessi e all’intera Chiesa diocesana il valore di un cammino che non possiamo fare da soli ma che desideriamo, nonostante le fatiche e le distanze prudenziali, realizzare insieme in un atteggiamento da perseguire con vigore e risolutezza: l’unanimità dei cuori. Esprimo profonda gratitudine a ciascuno, ma, in questo momento solenne, a voi sacerdoti di questa nostra amata Chiesa diocesana.

Dinanzi alla fatica del momento non siete scappati, abbandonando il gregge, ma lo avete accompagnato e curato in diversi modi, attivando una creatività che, attraverso strade nuove, ha reso possibile un sostegno carico di amore che ha nutrito i fratelli e le sorelle. Ci siamo ritrovati ad accogliere e vivere, senza sconti, la sfida pastorale che avevamo in programma per questo anno: Un Cristianesimo umile ed ospitale, nell’accompagnamento e nella cura dell’altro. In questi giorni, siamo chiamati ad attraversare fino in fondo un tempo non facile da decodificare che, nella sua improvvisa apparizione, ci rimanda molti temi evangelici. I giorni trascorsi ci hanno travolti improvvisamente, scuotendo nelle fondamenta gli equilibri, veri o presunti, del nostro vivere, conducendoci in un tempo di Esodo da noi stessi e da quei capisaldi a cui eravamo abituati e, spesso, assuefatti. Sarebbe errato avanzare giudizi affrettati su quanto ci accade ma è certo che siamo chiamati a visitare il dolore e i lutti di tanti, prima ancora di tentare di formulare soluzioni semplicistiche e superficiali. Nel giudicare questi tempi, siamo tenuti prima a comprendere, fino in fondo, quanto ci accade.

Come per la sinagoga di Nazareth, anche noi rischiamo di ascoltare, vedere e non comprendere, se non ci lasciamo interrogare profondamente da ciò che ci accade intorno. Solo nella misura in cui sapremo fare tesoro di questo momento, cogliendolo nella sua portata di vero kaìros, potremo ripartire nella giusta maniera rivedendo i nostri stili di vita e la qualità delle nostre azioni. La liturgia della Parola ci accompagna e ci illumina in questa sfida, consegnandoci l’immagine di Gesù che nella sinagoga non proclama un suo programma di vita ma, lasciandosi illuminare dalle Sante Scritture, espone attraverso la Parola la volontà di Dio su di lui. Evangelizzare ed annunciare la buona notizia ai poveri è l’orizzonte su cui è chiamato a misurare la sua vita, nettamente in contrasto al programma presentatogli dal demonio nel deserto, sempre nello stesso testo di Luca (4,1-13). Gesù, nel leggere Isaia, non proclama il versetto in cui si annunciava il giorno di vendetta del Signore, presente nel testo originale, e questo ci fa riflettere su come ogni profeta di sventura è bandito nella logica della missione evangelizzatrice inaugurata dal Cristo. +Pensiamo a quante volte abbiamo inteso provocare la conversione degli altri annunciando un giudizio di Dio sulla loro vita. La vendetta di Dio, ci insegna il Vangelo, è già scesa ed è stata assunta dal Cristo fino alla morte di croce.

Nessuna negazione della giustizia di Dio, ma per gli uomini solo misericordia. Miei cari fratelli nel sacerdozio, mi rivolgo innanzitutto a noi, in questa giornata solenne, in cui rinnoviamo le promesse sacerdotali e invochiamo lo Spirito per consacrare gli olii, necessari alla vita della Chiesa, anche a noi viene riconsegnata la missione evangelizzatrice di Gesù mediante la Parola e il dono dello Spirito: cantare per sempre l’amore del Signore. Uniti intimamente a Lui, modello del nostro sacerdozio, siamo chiamati a rinunziare a noi stessi, imparando a prendere contatto con i nostri limiti e le nostre vulnerabilità, non lasciandoci guidare da interessi umani ma dall’amore per i nostri fratelli. Anche per noi pastori, si apre un tempo delicato e prezioso in cui tornare ad imparare a camminare e a stare accanto agli altri, in un rinnovato equilibrio di vita. In tempo di prova e di sofferenza come questo può unire e, allo stesso tempo, può lacerare; può condurci ad un nuovo umanesimo o può indurire i cuori; può renderci generosi e aperti ma anche spingerci ad atteggiamenti di risentimento e vendicativi.

Prendiamo le mosse dalla Parola e rincuorati dallo Spirito Santo, ritorniamo a camminare per le strade della storia iniziando da un rinnovato amore per la vita e per i fratelli con cui condividiamo questa meravigliosa avventura del sacerdozio, e per il popolo di Dio a noi affidato dalla misericordia di Dio. Diveniamo quello che celebriamo, un’epiclesi vivente, affinché lo Spirito scenda copioso sulla Chiesa e su tutta l’umanità. Rivolgo quest’appello a me e a voi, sacerdoti amati, ma anche  a voi tutti fratelli e sorelle, che con la vostra vita di consacrati nel battesimo siete chiamati come noi a cresimare il mondo. In questo cammino, sempre nuovo e mai finito, i piace fare nostra la preghiera di un antico testo liturgico:

“O Padre fa di noi uomini vivi, dacci lo Spirito di luce affinché conosciamo te, il vero Dio, e colui che hai inviato, Gesù Cristo; dacci lo Spirito santo affinché possiamo dire e narrare i tuoi ineffabili misteri. Parli in noi il Signore Gesù e lo Spirito santo, e in noi ti canti” (tratto da l’Eucologio di Serapione).

AMEN

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

28/05/2020