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Covid, tra casi “sospetti” e infetti “immaginari” si rischia di non curare le patologie serie

Covid, tra casi “sospetti” e infetti “immaginari” si rischia di non curare le patologie serie

Covid, tra casi “sospetti” e infetti “immaginari” si rischia di non curare le patologie serie

Il delicato ruolo dell’informazione in un momento storico in cui la gente ha un disperato bisogno di notizie

Che le notizie riguardati covid-19, coronavirus e quant’altro legato all’ondata pandemica che ha investito violentemente tutto il mondo si vendano bene e che facciano fare visualizzazioni, like e condivisioni, noi del settore dell’informazione, lo sappiamo sin dal primo giorno in cui si è iniziato a parlare di questo terribile virus.

E questo accade perché le persone sono affamate di notizie che riguardano la sfera della salute. Soprattutto in un periodo come quello attuale carico di incertezze e paure. Ormai ci svegliamo con l’ansia da facebook per sapere quali sono le novità fresche di giornata sul covid e andiamo a letto “snocciolando” come un rosario i dati del bollettino della protezione civile. Invochiamo il cielo perché il virus non ci tocchi, non ci contamini. E in tutto questo, non manca che alle volte veniamo presi da vere e proprie crisi da overdose da social. Immagazziniamo una quantità tale di notizie che spesso – molto spesso – ci consegnano una realtà immaginaria.

Oggi basta poco per disseminare il panico tra la gente. Basta scrivere che in pronto soccorso c’è un sospetto caso covid per far sì che di punto in bianco i corridoi degli ospedali si svuotino. C’è un motivo per il quale l’Eco dello Jonio, sin dall’inizio dell’ondata pandemica, ha sempre mantenuto la linea di non scrivere mai di casi sospetti o immaginari ma di dare puntuale contezza ai nostri lettori sulla scorta di dati certi e verificati dagli organi preposti. È una scelta, perché non crediamo sia opportuno speculare sulle fobie della gente. E in questa scelta c’è un motivo di coscienza. Se una notizia di un sospetto caso covid - che poi nella maggior parte dei casi (ci riferiamo a quelli specifici di Corigliano-Rossano e del territorio della Sibaritide) è smentita dalle analisi cliniche - svuota i pronto soccorso e gli ospedali, questo è un problema.

Ed è un problema non di poco conto. Perché se già la fondata percezione di precarietà che si ha del nostro sistema sanitario, carente di tutto, viene aggravata dal potenziale rischio infezione da virus nessuno cercherà il soccorso nelle strutture sanitarie.

Allora, lo ricordiamo per tutti (anche per noi che siamo operatori dell’informazione e in questo momento abbiamo una responsabilità infinita): tra i sintomi riportati nelle linee guida inerenti il coronavirus c'è - come risaputo - anche la febbre. Questo non significa che chi ha la febbre ha (sospettabilmente) anche il coronavirus. Tantomeno si può dire di un malato con febbre o tosse secca (anche questo è un sintomo del covid), andato in pronto soccorso, che è sospetto coronavirus.

Questo per chiarezza, giusto per non far rimanere a casa persone che avrebbero effettiva necessità di recarsi in ospedale (magari con un infarto in corso) e non ci vanno perché gli abbiamo detto che in ospedale c'è un (inesistente o immaginario) sospetto caso Covid-19! La coscienza prima di tutto... Anche prima del coronavirus!

Marco Lefosse

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

20/07/2020