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Degrado e indifferenza, così stanno morendo i centri storici della città

Degrado e indifferenza, così stanno morendo i centri storici della città

Degrado e indifferenza, così stanno morendo i centri storici della città

"Non c'è futuro senza memoria". Quante volte ce lo siamo sentiti dire? Una infinità. Anche di recente, nella réclame pubblicitaria di un evento istituzionale del Comune, si sta utilizzando proprio questo slogan. Ma dagli slogan, dagli spot alla realtà, poi, ci passa il mondo. E lo sfogo di bocca non trova alcuna attinenza con il vissuto, con l'esempio che si dovrebbe dare.

E già, perché, fatta salva qualche ottima iniziativa intrapresa da alcuni cittadini che si sono rimboccati le maniche e hanno fatto squadra per ridare un po' dell'antico splendore a monumenti, tradizioni e - appunto - alla memoria delle comunità coriglianesi e rossanesi, tutto il resto sembra non avere alcuna priorità o interesse all'interno dell'Amministrazione comunale.

Eppure, c'è un assessore in giunta che dovrebbe occuparsi in via esclusiva dei problemi dei due centri storici. Così probabilmente non è. Ed è un'amara costatazione, considerato lo stato di degrado che si percepisce e tocca camminando tra i vicoli dei due centri urbani. Anzi, in alcuni casi sembrerebbe esserci un totale disinteresse delle cose e dei residenti.

Uno degli esempi eclatanti è quello di via Cerasaro, nel centro storico di Rossano. Una situazione balzata alle cronache già qualche mese fa e che ha fatto clamore per la presenza di una discarica a cielo aperto a due passi dal palazzo comunale, oltre che di una preoccupante situazione di degrado sociale. Nessuno è intervenuto. Con l'effetto che i rifiuti continuano ad accumularsi senza il minimo controllo innescando imbarazzo totale tra chi ancora trova il coraggio di risiedere in quel quartiere.

Da quanto abbiamo avuto modo di appurare, su quella situazione, che definire tragica è poca cosa, ci sarebbe un rimpallo di responsabilità su chi debba realmente intervenire per bonificare: se il Comune o il privato (atteso che c'è una comunicazione dell'Ufficio igiene e sanità pubblica dell'Asp di Cosenza che evidenzia al municipio un preoccupante stato di degrado). Quindi fino a che non sarà chiarito questo dilemma la situazione rimarrà nel limbo ed il degrado continuerà ad aumentare e, probabilmente, costringerà le famiglie che vivono in quella zona a prendere i bagagli e ad andare via.

Perché tutto questo? Il comune non potrebbe intervenire in modo coatto, magari addebitando le spese a chi ritiene ne sia responsabile, e bonificare quei luoghi? Ma via Cerasaro - dicevamo - è solo un esempio come tanti. Come Vico San Nicola a Corigliano centro storico (a due passi dal Castello ducale). È un disinteresse che fa paura. Speriamo non succeda mai, ma se dovesse succedere che un bambino per una qualsiasi motivo si avventuri in quella selva di rifiuti e degrado, dove non c'è controllo e nemmeno una barriera protettiva, e per una qualsiasi ragione si faccia male di chi sarà la responsabilità? Con chi ce la prenderemo? Quale sarà la scusa?

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

18/09/2020