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«Ultimo DPCM uccide la cultura. L'Italia è il paese dei saperi non dell'industria»

«Ultimo DPCM uccide la cultura. L'Italia è il paese dei saperi non dell'industria»

«Ultimo DPCM uccide la cultura. L'Italia è il paese dei saperi non dell'industria»

«La chiusura di cinema e teatri contenuta nell’ultimo Dpcm uccide un settore che crea valore e lavoro. Noi non siamo il Paese dell’industria, ma quello della produzione dei saperi, soprattutto al Sud.

Fatto salvo il principio di tutela della salute pubblica quale responsabilità primaria dello Stato in situazioni pandemiche, ci uniamo al coro di coloro che, da una semplice analisi dei dati, sottolineano come teatri e cinema non siano luoghi di diffusione massiva del virus. E’ davvero difficile capire la ratio di tale provvedimento, anche alla luce della dichiarazione del ministro Franceschini, il quale sostiene di aver voluto così limitare l’affollamento dei mezzi di trasporto nelle ore serali.

Una spiegazione che troviamo insufficiente e superficiale. Il mondo dello spettacolo e della cultura è un mondo molto variegato e fragile dal punto di vista delle tutele e delle garanzie lavorative, un comparto che già aveva sofferto immensamente nei mesi del lockdown.

I teatri, i cinema, le sale da concerto si erano adeguati alle misure di sicurezza previste per legge e con grande tenacia e fiducia si erano rimessi in moto in questi difficili mesi. Come amministratori, soggetti ad esigenze di pianificazione, avevamo messo in campo una programmazione variegata e attenta a tutte le esigenze della cittadinanza, consci che proprio in momenti così drammatici e difficili anche dal punto di vista psicologico, la condivisione attraverso la cultura rende le comunità meno fragili e meno vulnerabili.

Cogliamo e condividiamo quindi le parole dell’attore Francesco Colella che è stato nostro ospite nella programmazione estiva del Comune di Corigliano Rossano. Ieri sera, in chiusura della rappresentazione di “Un uomo senza meta” Al teatro Stabile di Roma, ha lanciato un accorato appello, invitando il pubblico in sala (in sicurezza) a  riflettere su quanto in questi tempi l’arte possa aiutare a trasformare le nostre paure, condividendo delle storie, elaborando lutti, tenendo aperta la porta della speranza e del sogno di rinascita e cambiamento, poiché è scopo dell’arte rendere più sopportabile il dolore.

Le istituzioni non possono dimenticare i lavoratori dello spettacolo, le tante maestranze di questo variegato mondo. E’ necessario trovare una soluzione nel più breve tempo possibile.

La sospensione dei teatri e del mondo dello spettacolo e della cultura è una misura molto drastica, che rischia l’azzeramento delle programmazioni, necessarie a pensare in grande, a progettare, a fare cultura, e affossa numerosissime maestranze e professionalità che vivono di questo mondo.

E non dimentichiamo ristoranti, palestre, piscine e altre attività che costituiscono la nervatura del tessuto economico della nostra comunità, le quali avevano sostenuto i costi dell’adeguamento alla messa in sicurezza dei propri utenti e dei propri lavoratori e che oggi si vedono costrette all’eutanasia dall’ultimo Dpcm. Comparti in ginocchio che a stento si erano rialzati dopo la prima ondata del Covid19 e che come amministratori e cittadini dobbiamo cercare di sostenere in tutte le forme possibili».

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

26/10/2020