Ultime notizie
AttualitàFrecciarossa Sibari, da febbraio cambia rotta: non più Bolzano ma Milano-TorinoAttualitàComuni, i conti fragili del Nord-Est: uno su quattro tra dissesto e riequilibrioAttualitàNuovo Ospedale, martedì aprono gli ambulatori. Ma Insiti non apre ancora: il vero countdown comincia adessoTerritorioSuperbugs, l’allarme di Safe 2026: «Non bastano nuovi antibiotici, bisogna governare l’intero processo di cura»PoliticaCaro carburante, Futuro Nazionale si schiera con i presidi: «Agricoltura, pesca e trasporti sono un’unica filiera»PoliticaVerde pubblico, FdI replica ad AVS: «L’ambiente non è una tessera di partito»AttualitàImprese centenarie, oltre la metà opera nell’agroalimentare. Amarelli: «La longevità nasce dall’identità dei territori»AttualitàLaghi di Sibari, Assolaghi porta il dossier al Salone di Genova: «Entrino nella nuova strategia portuale calabrese»PoliticaItalia del Meridione si struttura a Corigliano-Rossano: Ida Sarlo nuova segretaria cittadinaEcoCultPatrizia Di Vico esordisce con Il Benedetto: un romanzo sul dolore che attraversa le generazioniTerritorioEnergia, D’Agostino: «La Calabria guardi ai modelli di Marche, Lazio e Abruzzo e rafforzi gli investimenti sulle rinnovabili»AttualitàFesta dei Nonni in carcere: a Rossano gli affetti familiari superano le sbarre
Tutte
AttualitàCorigliano-Rossano

Terzo Megalotto, opere compensative in alto mare: nessun accordo tra comuni

Mentre il 50% della quota (18,7mln) sta per essere assegnato al Parco Archeologico di Sibari per le opere di rilevanza archeologica, gli 8 comuni dell’Alto Jonio non trovano la quadra sulle opere che

Terzo Megalotto, opere compensative in alto mare: nessun accordo tra comuni

CORIGLIANO-ROSSANO – Che la realizzazione di una palestra piuttosto che la riqualificazione di una chiesa non fossero interventi da poter inserire nel quadro delle opere da realizzare per compensare l’impatto ambientale del costruendo Terzo Megalotto della Statale 106 (Sibari-Roseto) lo avevamo scritto già nell’aprile scorso. Da allora, ad oggi, però rispetto alle richieste, anche curiose, dei territori su come investire quei quasi 19 milioni di euro derivanti dal grande progetto di ammodernamento della statale, di passi avanti pare non ne siano stati fatti.

Non c’è nulla di nuovo. Gli otto comuni (Roseto Capo Spulico, Amendolara, Trebisacce, Cassano Jonio, Cerchiara di Calabria, Villapiana, Francavilla Marittima e Albidona) rimangono abbarbicati sulle loro posizioni. Che, seppur riviste in qualche proposta di intervento, restano distanti da quanto stabilito dal tavolo tecnico a cui siedono Regione Calabria, Ministero dell’Ambiente e Ministero delle Infrastrutture.

E se da un lato il 50% della quota per le opere compensative – un fondo di circa 18,7 milioni di euro – sta per essere trasferito alla direzione del Parco Archeologico di Sibari che, sotto la direzione di Filippo Demma, è diventato anche soggetto attuatore delle opere di rilevanza archeologica collaterali e necessarie nell’ambito dei lavori di realizzazione della Sibari-Roseto, dall’altro i soldi dei comuni restano fermi. E rischiano seriamente di perdersi.

C’è di fatto un motivo di fondo che tiene bloccata la questione: il viadotto Pagliara. Cosa succederà alla grande infrastruttura che sovrasta Trebisacce una volta che il traffico della SS106bis che attualmente scorre su quel ponte sarà dirottato sulla nuova strada? L’Amministrazione comunale trebisaccese guidata da Sandro Aurelio pare intenzionata a tenere dritta la linea che fu già dell’esecutivo Mundo, quella di procedere alla demolizione del grande manufatto di cemento armato. Una soluzione che troverebbe il pieno conforto anche del Tavolo tecnico pronto a deliberare affinché parte dei fondi delle opere compensative spettanti ai comuni (18,7 milioni) venissero investite in questa direzione. Il problema, però, è che tale operazione di demolizione e caratterizzazione dell’area in cui oggi sorge il viadotto Pagliara assorbirebbe quasi del tutto le risorse disponibili, che ricordiamo sono il 2% dell’intero importo dell’opera (l’1% considerando che una metà è stata già assegnata al Parco di Sibari).

Come fare, allora, ad uscire da questo cul-de-sac? Ci sarebbero più soluzioni, che passano però tutte dal trovare un accordo territoriale tra comuni (operazione, questa che non può essere demandata a nessun altro ente, men che meno ad Anas). Atteso che quanto paventato da qualche amministratore – cioè, dividere la somma tra i comuni quasi come se fosse un risarcimento – appare un’ipotesi alquanto remota e forse anche impraticabile. Una cosa è certa, la maggior parte delle opere proposte fino ad oggi dalle Amministrazioni comunali sono impraticabili perché – per quanto sottolineato dal Tavolo tecnico – non rispondono ai requisiti di mitigazione ambientale.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

16/03/2023