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Tumore al polmone: su 10 casi soltanto meno della metà riescono ad operarsi

Il chirurgo toracico Domenico Greco, ospite a l'Eco della Salute:«il trattamento chirurgico è la soluzione ideale. Tuttavia spesso la neoplasia viene scoperta in stadi troppo avanzati. Fumo e inquinam

Tumore al polmone: su 10 casi soltanto meno della metà riescono ad operarsi

CORIGLIANO - ROSSANO – Nella sfortuna, i pazienti che capitano “nelle mani” di un chirurgo toracico sono fortunati. Neoplasie al polmone, alla pleura, ma anche all’esofago. Insomma, quei tumori che intaccano gli organi che abitano nella nostra gabbia toracica vengono curati, qualora si è ancora in tempo per ricorrere all’operazione, dal chirurgo toracico. La parola tumore nella nostra mente fa subito rima con chemioterapia o radioterapia, indispensabili per tentare a sconfiggere il cancro. Ma quando lo stadio della malattia è ancora agli inizi, si deve percorrere la strada dell’operazione. «Il trattamento chirurgico rappresenta il gold standard, ossia il sistema migliore, per affrontare questa malattia – spiega il dott. Domenico Greco, chirurgo toracico dell’ospedale SS Annunziata di Taranto e ospite a “l’Eco della salute” -. Purtroppo – prosegue – su dieci pazienti colpiti da neoplasia ne arrivano da noi 2 o 3. Questo perché si può operare soltanto fino ad un certo stadio della malattia. Più avanti il tumore può essere trattato con le terapie che sappiamo ma non più chirurgicamente».

Il fattore tempo ancora una volta si dimostra determinante per sconfiggere il tumore. Le tecniche per operare sono essenzialmente due: «quella convenzionale – spiega il dott. Greco – con il taglio open, ossia più ampio, e quella mininvasiva, dove l’incisione è davvero piccola. Si sceglie il taglio open quando la neoplasia è già piuttosto grande oppure, al contrario, è molto piccola e quindi difficile da sentire».

Dopo il cancro alla mammella e il tumore al colon retto, il tumore al polmone è la terza neoplasia più diffusa in Italia. «Il principale fattore di rischio – incalza il nostro ospite – è il fumo. Il 90% dei pazienti che trattiamo nella nostra pratica quotidiana ha l’abitudine tabagica. Tanto che chi smette di fumare progressivamente, e parliamo di almeno 15-20 anni, riduce il rischio di tumore al polmone. E attenzione, anche il fumo passivo fa i suoi grossi danni. C’è anche il fattore inquinamento atmosferico, con idrocarburi e benzene».

Difficile parlare dell’incidenza dell’ereditarietà. E’ ancora tutto da definire. Buone nuove invece sul fronte delle terapie: «abbiamo a disposizione parecchie armi per combattere questo male. Ma fondamentale è il lavoro di equipe». A questo punto la parola d’ordine è multidisciplinarietà. «Esistono le terapie locali come appunto la chirurgia e la radioterapia, o la terapia sistemica come la chemio o l’immunoterapia, di stretta competenza degli oncologi. Dunque gli attori in atto per contrastare il cancro sono diversi: il chirurgo, l’oncologo, ma anche il radioterapista, il medico nucleare e l’anatomopatologo».

Ma la Scienza non dorme mai e sta facendo del suo meglio per evitare recidive oppure la propagazione di metastasi su altre parti del corpo. «Ancora una volta mi preme sottolineare l’importanza del fattore tempo. Prima si individua la neoplasia e prima possiamo trattare il tumore con una percentuale davvero alta di successo. Fondamentale poi il follow up, dei controlli periodici per monitorare la situazione almeno per i primi 5 anni. Oggi dal tumore si può guarire e tornare a fare una vita normale».

I sintomi della neoplasia al polmone sono aspecifici. Per questo, anche in assenza di campanelli di allarme – soprattutto per chi ha il vizio del fumo -, si consiglia una radiografia standard per coloro che hanno tra i 65 e i 70 anni.

Da tempo nell’organico del dott Greco, presso il SS Annunziata di Taranto, si è aggiunto un alleato ipertecnologico, stiamo parlando del robot Da Vinci. «Il robot - spiega Greco ai nostri microfoni - rappresenta la rivoluzione della tecnologia mini invasiva. Tagli di pochissimi centimetri per i quali il robot ci aiuta tantissimo in precisione. Il chirurgo manovra direttamente la consolle attraverso dei manipolatori e con le mani e i piedi trasmette i movimenti ai bracci della macchina». In tal modo si eliminano i tremori fisiologici della mano umana garantendo la massima precisione e consentendo di arrivare in spazi anche molto stretti.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

24/03/2023