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Coldiretti Calabria, approvata la legge per fermare i cibi costruiti in laboratorio

L'Italia è l'unico paese ad averlo fatto. Enrico Parisi: «La carne prodotta in laboratorio, non rispecchia il modello socio-culturale che vogliono i giovani agricoltori»

Coldiretti Calabria, approvata la legge per fermare i cibi costruiti in laboratorio

CATANZARO - «Dopo l'approvazione definitiva della legge per fermare i cibi costruiti in laboratorio nei bioreattori, la battaglia si sposta in Europa dove farà da apripista nelle politiche di tutela della salute dei cittadini». È quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione della manifestazione di agricoltori e allevatori che sono scesi in piazza per l'approvazione da parte della Camera della legge che introduce il divieto di produrre e commercializzare cibi a base cellulare per uso alimentare o per i mangimi animali.

Alla manifestazione una delegazione di giovani calabresi guidata da Enrico Parisi leader nazionale e regionale dei giovani che ha dichiarato: «La carne prodotta in laboratorio, non rispecchia il modello socio-culturale che vogliono i giovani agricoltori che invece con il loro lavoro, vogliono raccontare le storie delle nostre campagne, degli allevatori e delle colture arboree spiegare a tutti, ad iniziare dai bambini che il cibo non nasce in laboratorio ma nelle aree interne e nelle campagne italiane».

«Altre battaglie la Coldiretti le ha vinte in Europa infatti l'Italia – ribadisce Coldiretti - proprio grazie al pressing di una nostra raccolta di firme è stata il primo Paese ad adottare norme nazionali per l'obbligo di etichettatura di origine degli alimenti verso il quale si sta progressivamente allineando l'Unione Europa con il superamento di dubbi e contestazioni, a livello nazionale e comunitario, che fanno ormai parte del passato».

«La legge sul cibo artificiale è un risultato che tutela la qualità, la salute e i primati Made in Italy con la dieta mediterranea proprio nel giorno del compleanno della sua iscrizione nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, avvenuta il 16 novembre del 2010. Un modello alimentare che ha garantito agli italiani valori record di longevità e che – riferisce la Coldiretti - si è affermata a livello planetario tanto da classificarsi come migliore dieta al mondo. La legge è dunque un impegno a difesa della dieta mediterranea ma anche – sottolinea la Coldiretti - un segnale importante per l'Unione Europea che, nel rispetto del principio di precauzione, ha già portato da oltre 40 anni a mettere al bando negli alimenti l'uso di ormoni che sono invece utilizzati nei processi produttivi della carne a base cellulare. Il provvedimento varato dal Parlamento nazionale pone dunque – evidenzia Coldiretti - il nostro Paese all'avanguardia e trova terreno favorevole anche in buona parte dell'opinione pubblica europea dove si sta diffondendo una nuova consapevolezza circa i pericoli legati a una tecnologia dai contorni oscuri, con molte incognite che rischia di cambiare per sempre la vita delle persone e l'ambiente che ci circonda. Una eventuale richiesta di autorizzazione alla commercializzazione che dovesse pervenire all'Ue - secondo la Coldiretti - non potrebbe essere valutata con le procedure ordinarie dei novel food ma per gli ingredienti utilizzati vanno applicate nell'Unione Europea le stesse procedure previste per i medicinali, che necessitano di approfondite prove sperimentali. Una esigenza alla luce del fatto che, dalle allergie ai tumori, sono 53 i pericoli potenziali per la salute legati ai cibi prodotti in laboratorio individuati nel Rapporto Fao e Oms che parla di "Cibo a base cellulare", definizione considerata più chiara rispetto al termine "coltivato" (ad esempio "carne coltivata"), preferito dalle industrie produttrici perché più accattivante ma ritenuto essere fuorviante dalle due Autorità mondiali, che rilevano peraltro come la parola "sintetico" sia usata anche dal mondo accademico oltre che dai media. Non è un caso che in Paesi dove è stata consentita la vendita come Israele, prima del consumo, venga chiesta – precisa Coldiretti – la firma su una liberatoria dalle responsabilità e conseguenze sulla salute».

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

17/11/2023