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A Sibari anche la Chiesa si schiera contro la bretella ferroviaria

Don Pietro Groccia rivolgendosi alle Istituzione e non: «Questa terra chiede di non subire ulteriori oltraggi. Allo stato attuale è l'unico nesso ferroviario in attività di tutta la pianura omonima, u

A Sibari anche la Chiesa si schiera contro la bretella ferroviaria

CASSANO JONIO - Dalla cronaca degli ultimi giorni emerge, con insistenza, una notizia che minaccia il futuro della storica stazione ferroviaria di Sibari, che da sempre rappresenta un fondamentale snodo per i collegamenti con la linea tirrenica. «Non un problema qualunquistico ma una questione seria», così definisce la vicenda dell'eventuale soppressione dello scalo ferroviario don Pietro Groccia, che sente la necessità di rivolgersi con una lettera aperta a Uomini e Donne delle Istituzioni.

«Oggi questa stessa terra fertile e lussureggiante, che un tempo ha scomodato Pitagora, nella storica contesa con i Crotonesi, chiede di non subire ulteriori oltraggi».

«Ogni eventuale depauperamento perpetrato contro Sibari - si legge - è un autentico oltraggio alla gloria della storia.

Sono Pietro Groccia sacerdote della diocesi di Cassano All'Ionio e Parroco della Sibaritide. Nella consapevolezza che il credente ha un rapporto singolare con la civitas humana e deve operare nel tessuto cainico e disgregante come portatore della città nuova che viene dall'alto, ma s'incarna, pur nelle tribolazioni, nel campo della zizzania onde essere nella linea dell'incarnazione segno del contrario e lievito della novità evangelica».

Ciò rappresenterebbe «un suicidio medicalmente assistito - dichiara don Pietro Groccia - che amputerebbe ulteriormente gli arti ad un territorio già di per sé alquanto claudicante, con nefaste ricadute in primis sulla dignità degli uomini e della storia, poi sul diritto alla mobilità che potrebbe seriamente compromettere la naturale vocazione turistica della nostra terra penalizzando ancora un economia che già da tempo mostra i segni di una severa depressione.

«Allo stato attuale - spiega - è l'unico nesso ferroviario in attività di tutta la pianura omonima. Essa riveste ancor più un ruolo significante in considerazione della grave mancanza in materia di collegamenti. L'Alta Velocità di cui attualmente dispone è competitiva rispetto all'aereo non solo per costi, ma per la comodità di portare le persone dritti nel cuore delle città, la stazione, poi, è situata nel cuore di un territorio a forte inclinazione turistica per la raffinatezza delle sue coste, per il fascino delle sue colline, per il clima mite e solare che la circonda, per la espansiva accoglienza della gente che la abita».

Le ferrovie rappresentano uno strumento che l'umanità aspettava, non solo per affrancarsi da secoli di miserie, ma per collegare finalmente distanze troppo grandi da percorrere, unire popoli, mentalità e sentimenti. E tuttora conservano questa tipicità.

Sibari, dove l'arrivo dei binari risale al 1874, era a inizio Novecento una «città ferroviaria», questa ha dato lavoro e benessere all'intero territorio, attirando la nascita di un nuovo quartiere residenziale, dando impulso allo stanziamento di nuovi abitanti le cui esigenze spirituali portarono alla nascita della chiesetta di san Giuseppe della quale quest'anno ricorre il centenario della fondazione.

Con l'arrivo delle strade ferrate, ancora prima dello sviluppo del turismo balneare, le coste sibarite cambiarono la loro funzione: non più baluardi contro le scorrerie, ma zone di sviluppo.

«Sibari è stata nel suo glorioso passato - ricorda - luogo di incontro e di mediazione, tra soggettività storica e verità, finito e infinito, pensiero e azione, particolare e universale, molteplice e unità, slancio vitale e senso della natura, da una parte, capacità astrattiva e concettuale, dall'altra. La tradizione culturale Occidentale, affonda le proprie radici nelle rive dello Jonio in quell'intreccio di civiltà dove è nato il nostro modo di pensare e di vedere il mondo, la nostra logica e la nostra ontologia. È ancora attorno a questo mare che è nata la "filosofia", la letteratura, il concetto di "polis", i primi ordini che hanno definito e consolidato molte civiltà politiche. Riappropriarsi di tali ricchezze del passato, non significa ritornare nostalgicamente ad epoche lontane, quanto piuttosto recuperare stili di vita, esperienze ed insegnamenti che provengono dal passato e che potrebbero essere utili per affrontare ed eventualmente attenuare le emergenze attuali».

«Il nostro vescovo non manca con prese di posizioni molto dure ad esortarci ad ascoltare attentamente le voci che si levano dalla nostra terra, che insieme al cantico che inneggia alla sua incomparabile bellezza, contengono anche lo stridore di forti lamenti che vengono da tante storie di sofferenza che nascono da un diffuso indifferentismo antropologico».

Don Pietro Groccia si unisce al coro di tutti coloro che in questi giorni stanno alzando la voce, Istituzione e non, per evitare tale misfatto, e rivolgendosi agli uomini delle Istituzioni: «Nessuno tocchi Sibari e la Sua storica stazione ferroviaria perché Sibari non è di Cassano All'Ionio, non è della Calabria, non è dell'Italia ma è del Mondo, proprio perché come dice Franco Cassano è un "Pluriverso" in cui Nord e Sud del mondo possano rinvenire la propria misura, non a partire dalla disumana forza della potenza tecnica ed economica, ma dal riconoscimento dell'inestimabile ricchezza delle proprie tenaci diversità».

«Se qualcuno dovesse chiedermi cos'è Sibari non esiterei a risponde parafrasando le parole del noto sociologo barese, Franco Cassano: "Sibari non è un'identità monolitica, ma un multiverso che allena la mente alla complessità del mondo, agli ibridi, agli incroci, alle identità che non amano la purezza e la pulizia, ma conoscono da tempo la mescolanza"» conclude.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

16/02/2024