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«Le scuole del territorio non sono ancora pronte ad integrare i bambini autistici». La denuncia di un genitore

In occasione della Giornata mondiale sull’autismo abbiamo raccontato l'esperienza di un padre che sta cercando di creare consapevolezza sul tema, promuovendo iniziative e momenti informativi

«Le scuole del territorio non sono ancora pronte ad integrare i bambini autistici». La denuncia di un genitore

CORIGLIANO-ROSSANO - Ogni essere umano, sebbene appartenga ad una sola specie, possiede un cervello unico che varia naturalmente da un individuo all’altro. Nella infinita varietà della neurodiversità umana possiamo però notare che alcune persone condividono un certo numero di caratteristiche e che ciò le rende particolarmente simili nel modo di interpretare e ad affrontare gli stimoli esterni.

«Infatti, la maggior parte degli individui – spiega l’organizzazione Specialisterne Italia, che si occupa di inclusione lavorativa delle persone nello spettro autistico - percorre uno sviluppo neurologico che, al netto delle differenze individuali, può essere considerato tipico. Queste persone sono quindi denominate neurotipiche. Una parte minore della popolazione (che alcuni situano tra il 15 e il 20%) invece condivide uno sviluppo neurologico sotto alcuni aspetti differente dalla maggioranza, descritto da un punto di vista statistico come atipico».

Queste persone sono definite neuroatipiche o neurodivergenti, e tra loro possiamo trovare anche individui autistici (oltre che dislessici, ADHD, tourettici, discalculici, disgrafici, ecc.). Oggi, 2 aprile, ricorre la Giornata Mondiale per la Consapevolezza dei Disturbi dello Spettro Autistico. Dal 2013, con l’uscita della quinta edizione del DSM (il manuale diagnostico-statistico dell’Associazione Psichiatrica Americana, APA) l’autismo e la sindrome di Asperger sono stati uniti sotto una definizione unica di “spettro autistico”.

«L’idea alla base di questo cambiamento – chiarisce ancora Specialisterne - è che l’autismo non sia una condizione delimitata da contorni definiti, ma che le sue caratteristiche (definite “sintomi” in linguaggio medico) siano presenti in misura variabile in tutta la popolazione, anche tra le persone neurotipiche. Quando in una persona si concentra un certo numero di queste caratteristiche, e con un’intensità tale da influire negativamente sulla sua vita, allora si può giungere a una diagnosi».

Ed è proprio dall’impatto che ha sulla vita di chi sperimenta questa neurodivergenza che vogliamo partire per raccontare la storia di un padre che sta cercando di creare consapevolezza sul tema, promuovendo iniziative e convegni informativi.

«Una famiglia che riceve una diagnosi dello spettro autistico – ci ha raccontato Francesco Galati padre di una bambina autistica e membro dell’Associazione Italiana Genitori - Sezione alto jonio cosentino – attraversa momenti di profondo smarrimento. Avere professionisti e terapisti capaci di accompagnare tutti i componenti del nucleo familiare nel percorso di crescita è fondamentale. Spesso si pensa che siano le risorse economiche a fare la differenza ma non è sempre così. È importante compiere una scelta, la più difficile: rinunciare a sé stessi e tarare la propria vita sui bisogni dei figli neurodivergenti» .

A queste difficoltà bisogna poi aggiungere quelle legate al contesto sociale: «C’è ancora molta strada da fare. Ciò che non si comprende è che i bambini di oggi (che saranno sempre di più nel prossimo futuro) saranno i giovani e gli adulti di domani. Far sì che ciascuno di loro si integri nella comunità di origine è un’azione che non possiamo rimandare. Girarsi dall’altra parte significa non considerare una parte numericamente rilevante della società».

Un commento è riservato poi al ruolo cruciale della scuola: «Gli insegnati, i dirigenti e le intere classi dovrebbero essere educati, adeguatamente formati e pronti a gestire ed accogliere bambini/e e ragazzi/e con disturbi dello spettro autistico. Il nostro compito sarà quello di continuare a sensibilizzare sul tema».

«Quello che ci auguriamo – ha poi concluso Galati - è che questo disturbo venga socialmente accettato e affrontato. È necessario che tutti ne comprendano le tante sfaccettature. Le famiglie possono fare rete, ma per farlo devono accettare il disturbo ed impegnarsi ad affrontarlo con impegno e dignità».

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

02/04/2024