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Nella Calabria del nord-est la sanità è diventata una bomba ad orologeria... e sta per esplodere

Nei territori interni ormai non ci sono più servizi. Le promesse sul miglioramento delle prestazioni sanitarie si sono infrante su un muro di bugie. La Cgil pronta a scendere in piazza. Schierarsi anc

Nella Calabria del nord-est la sanità è diventata una bomba ad orologeria... e sta per esplodere

LONGOBUCCO - La salute pubblica nei comuni dell'entroterra della Sila Greca e dell'Alto Jonio sibarita continua a rimanere al centro del dibattito e delle preoccupazioni delle persone che ancora resistono a vivere in quelle aree. Purtroppo, le istanze di questi cittadini continuano a rimanere del tutto inascoltate, dalla Regione in primis - che ha riversato valanghe di promesse ancora non mantenute - e dall'Azienda sanitaria di Cosenza. A poco sono serviti i sit-in organizzati dalla CGIL nei mesi scorsi, presso i poliambulatori locali che, nonostante le rassicurazioni, continuano ad operare a singhiozzo, garantendo un servizio minimo e poco esaustivo e sicuramente non sufficiente a far fronte alle esigenze della popolazione anziana. Insomma, chi ascolta? Apparentemente, nessuno.

Le richieste dei cittadini e dei sindacati continuano a rimanere semplici e fondamentali: una sanità pubblica che funzioni davvero. Tra le principali rivendicazioni c’è la necessità di una guardia medica attiva, un’ambulanza attrezzata per emergenze 24 ore su 24 e la costruzione di una pista per l’atterraggio dell’eli-soccorso. Longobucco, ad esempio, attende inoltre l’inizio dei lavori per la Casa di Comunità, promessa da tempo.

Un altro aspetto cruciale è la presenza di specialisti nei poliambulatori, l’effettiva utilizzazione degli ecografi già disponibili, e l’urgenza di abbattere le interminabili liste d’attesa. Non sono richieste straordinarie, ma esigenze basilari per garantire il diritto alla salute dei cittadini di queste aree.

«La popolazione - dice Antonio Baratta, segretario della Camera del lavoro di Longobucco - è stanca di promesse vuote e caritatevoli parole espresse solo nei momenti di tragedia, come accaduto di recente a San Giovanni in Fiore. L’attenzione mediatica e politica sembra essere occasionale, scatenata solo dalla cronaca nera piuttosto che da una seria strategia di intervento continuo».

Ma nel mentre la CGIL è pronta a mobilitarsi nuovamente e questa volta non più nelle piazze del territorio ma sotto i palazzi del "potere" («stiamo preparando una manifestazione presso l'Asp di Cosenza») c'è chi non va per il sottile e rilancia la vertenza sanità chiedendo la testa del governatore e commissario ad acta alla Sanità, Roberto Occhiuto. È la piazza di Schierarsi Corigliano-Rossano, galvanizzata dopo l'arrivo nei giorni scorsi in città del leader nazionale, Alessandro Di Battista.

«La sanità calabrese è al collasso» sottolineano. E non è solo una questione legata alla carenza dei farmaci salvavita, ormai irreperibili in tutte le farmacie della Regione (ne avevamo parlato nei giorni scorsi). «È tutto il sistema sanitario regionale che continua a peggiorare nonostante 16 anni di commissariamento» dicono oggi Maurizio Sposato, Francesco Corapi, Filippo Scribano e l'ex parlamentare Francesco Sapia, portavoce di Schierarsi in città. E da qui la sferzata dirompente contro il Commissario Occhiuto: «Se non sei in grado di garantire una sanità a misura di paziente, dimettiti!»

«Siamo stufi di assistere - dicono - a persone colpite da gravi emergenze cardiologiche che muoiono aspettando un’ambulanza medicalizzata che non arriverà mai. La mancanza di medici sulle ambulanze è ormai cronica: ogni postazione del 118 dovrebbe essere dotata di sei autisti, sei infermieri e sei medici, ma questa organizzazione sembra un libro di fantascienza. Soltanto il Commissario al disavanzo sanitario, Occhiuto, non se ne accorge».

Per non parlare delle ambulanze PET 118 che stazionano a Mirto e Trebisacce, «prive della strumentazione per l’elettrocardiogramma necessaria per collegarsi alla rete cardiologica».

A peggiorare il quadro sono i "viaggi della speranza" della migrazione sanitaria, che ogni anno costano alla Calabria più di 300 milioni di euro. «Molti pazienti - ricordano dalla piazza di Schierarsi - sono costretti a spostarsi fuori regione per potersi curare, un fenomeno che evidenzia la gestione fallimentare della sanità calabrese, capace soltanto di produrre comunicati stampa inutili e selfie». Tutto questo mentre il Rapporto Jimbe anche quest'anno ha confermato l'aumento della soglia di calabresi (il 7%) che rinunciano alle cure e quindi al diritto alla salute.

Come uscire da questo impasse? «Proponiamo - dice Schierarsi - una revisione dei criteri di riparto del fondo sanitario, affinché alla Calabria vengano garantite risorse adeguate per curare i propri cittadini».

Insomma, in Calabria ma soprattutto nelle periferie dell'area del nord-est, dalla Sila Greca alle alture del Pollino, la sanità è diventata una vera e propria bomba ad orologeria che sta per esplodere senza una marcata inversione a U.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

06/02/2025