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San Morello, il sindaco ricostruisce un anno di segnalazioni e richieste: «La burocrazia ha rallentato tutto»

San Morello è isolata da oltre una settimana a causa di una frana che ha bloccato l’unica strada di accesso. Un rischio noto, segnalato più volte ad enti e istituzioni. Il sindaco Matalone ha deciso d

San Morello, il sindaco ricostruisce un anno di segnalazioni e richieste: «La burocrazia ha rallentato tutto»

SCALA COELI – La frana era annunciata e, forse, evitabile. Da più di una settimana San Morello, piccola frazione di Scala Coeli, è completamente isolata dopo il cedimento di un costone roccioso che ha bloccato la Strada Provinciale, unica via di accesso a questa zona del paese. Fortunatamente non si sono registrati feriti, ma il disagio per i residenti – in gran parte anziani – è enorme.

Quasi un anno fa, in occasione di un’allerta arancione, i cittadini, guidati dal sindaco, avevano scritto più volte a Regione, Provincia e Prefettura per segnalare il pericolo rappresentato da quella parete rocciosa instabile. Un rischio dunquue ben noto anche all’amministrazione comunale.

Abbiamo intervistato il sindaco di Scala Coeli, Giovanni Matalone, che ha voluto ripercorrere tutte le tappe e fare chiarezza sulla vicenda, fatta di segnalazioni, richieste di intervento e fondi attesi che non sono arrivati in tempo.

«Questa vicenda - spiega il primo cittadino - inizia il 20 gennaio 2025, quando con l’ordinanza n.4 ho disposto la chiusura al traffico pedonale e veicolare di Via Motta Annunziata e Via Motta della Chiesa, a seguito della caduta di alcuni massi». Contestualmente, viene attivato il COC, il Centro Operativo Comunale. Purtroppo, in quei giorni si verifica anche il cedimento di due strade interpoderali che conducono alle località Manga della Renza e Rinacchiello, poi successivamente ripristinate.

La situazione, però, sulle strade interessate dalla caduta dei massi resta critica. «Era necessario intervenire per sgomberare la carreggiata - continua Matalone - ma la ditta incaricata non riuscì ad operare poiché i massi erano aumentati e il rischio di incidenti era troppo elevato». A quel punto arriva la comunicazione ufficiale: il RUP sospende le procedure d’urgenza.

Il 27 gennaio, il Comune coinvolge Vigili del Fuoco e Protezione Civile: «Abbiamo chiesto se ci fossero fondi immediatamente disponibili per la messa in sicurezza – racconta il sindaco – ma ci è stato spiegato che prima sarebbe stata necessaria una relazione geologica approfondita, relazione che ha riportato un costo stimato di circa 20 mila euro solo per le indagini».

Poi, il 15 maggio, arriva un’ulteriore doccia fredda: la Protezione Civile comunica che l’intervento non rientra nelle proprie competenze. «A quel punto ci è stato detto di inserire la pratica sulla piattaforma dei Lavori Pubblici, sperando di accedere a qualche finanziamento – spiega Matalone – ma i tempi si sarebbero allungati notevolmente. Inoltre, l’area non rientrava tra le zone PAI a rischio R4, condizione che rendeva ancora più difficile ottenere risorse».

Dopo mesi di attesa, tra luglio e agosto, a settembre il Comune viene finalmente convocato in Prefettura. «Nel primo incontro abbiamo tentato di accedere al finanziamento per le “Medie Opere”, chiedendo 1 milione di euro di cui 650 mila sarebbero stati destinati alla strada San Morello–Scala Coeli. Nel secondo incontro, invece, alla presenza dell’Autorità di Bacino e dei Lavori Pubblici, abbiamo chiesto l’inserimento dell’area tra le zone a rischio R4, proprio per poter accedere ai fondi necessari».

Di nuovo lo stallo. «Prima di Natale tutto si è fermato. Le graduatorie dovevano essere pubblicate a novembre, ma nulla si è mosso», sottolinea il sindaco. Il 23 dicembre arriva la notizia che avrebbe potuto sbloccare, in parte, la situazione: «La Protezione Civile ci contatta comunicando la disponibilità a finanziare l’opera per 350 mila euro».

Il 29 dicembre, però, la frana ha reso vano ogni tentativo di prevenzione (tardiva). «Ora – conclude Matalone – il Comune si è impegnato a finanziare con risorse proprie, per circa 50 mila euro, la realizzazione di una strada alternativa per garantire almeno un collegamento. Tuttavia, dopo il crollo, l’intervento definitivo richiederà somme molto più ingenti, che dovranno essere quantificate a seguito dei nuovi studi e sopralluoghi».

La vicenda di San Morello mette in luce, ancora una volta, le difficoltà dei piccoli Comuni nel fronteggiare emergenze complesse senza un adeguato supporto sovracomunale. Nonostante le segnalazioni, le richieste formali e l’attivazione delle procedure previste, il sindaco e l’amministrazione si sono trovati spesso soli ad affrontare una trafila lunga e farraginosa, senza risposte tempestive dagli enti competenti. Un isolamento istituzionale che, insieme a quello geografico, ha contribuito a trasformare il rischio in un’emergenza reale.

Eco dello Jonio

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Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

06/01/2026