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Opere strategiche, dal Consiglio di Stato arriva un segnale chiaro: i cantieri non si fermano

Il rigetto del ricorso sulla Trasversale delle Serre (altra grande opera commissariata) rafforza un principio destinato a pesare anche sulla SS106 Sibari-Coserie: le infrastrutture strategiche vanno a

Opere strategiche, dal Consiglio di Stato arriva un segnale chiaro: i cantieri non si fermano

ROMA - La Quarta sezione del Consiglio di Stato, con sentenza 874/2026 pubblicata oggi (2 febbraio), ha messo un punto fermo sulla SS182, la Trasversale delle Serre: il ricorso presentato contro il progetto è stato rigettato. L’opera, commissariata e considerata strategica, va avanti. È una notizia in sé, che chiude una lunga fase di contenzioso e ribadisce la legittimità dell’impianto progettuale approvato.

Ma quella decisione non resta confinata alla Trasversale delle Serre. Perché nella sentenza il Consiglio di Stato richiama un principio che pesa, inevitabilmente, anche su altri grandi cantieri calabresi. E tra questi c’è la SS106 Jonica, oggi al centro del ricorso sul tratto Sibari–Coserie, finito davanti al TAR Calabria dopo il passaggio formale dal Quirinale.

Il principio è semplice, ma tutt’altro che neutro: le opere pubbliche, soprattutto quando sono commissariate e qualificate come strategiche, non possono essere fermate per le ragioni dei singoli, se non in presenza di comportamenti manifestamente irrazionali, illogici o contraddittori da parte delle stazioni appaltanti. E non è ovviamente questo il caso. In assenza di questi vizi, il giudice amministrativo non può sostituirsi all’amministrazione nelle scelte tecniche, nei tracciati, nelle soluzioni progettuali.

È esattamente questo il cuore della sentenza sulla SS182. Il Consiglio di Stato, infatti, non entra nel “se” l’opera sia più o meno condivisa, né nel “come” sarebbe stato possibile farla diversamente. Si limita – e non è poco – a dire che la discrezionalità tecnica resta in capo alla Pubblica Amministrazione e che il bilanciamento tra interesse pubblico e sacrificio delle proprietà private, se razionale e motivato, regge anche davanti al giudice.

Letto con questa lente, lo scenario che si apre sulla Sibari–Coserie, il nuovo tracciato a 4 corsie che collegherà Corigliano-Rossano alla SS534 e quindi all'Autostrada del Mediterrano e più in generale al corridoio autostradale Tirreno-Jonio-Adriatico, è chiaro. Il ricorso esiste, è corposo, e il TAR lo esaminerà. Ma il precedente della Trasversale delle Serre segnala una direzione chiara: contestare un’opera perché impatta sui terreni, sulle attività o perché “si poteva fare diversamente” non basta più. Serve dimostrare che l’iter sia stato viziato da scelte irrazionali o da forzature procedurali gravi. Altrimenti, il rischio concreto è che il contenzioso non fermi l’opera, ma finisca solo per rallentare un’infrastruttura attesa da decenni.

E qui sta il nodo, soprattutto per la SS106. Non tanto nel verdetto finale – che spetterà ai giudici – quanto nel fattore tempo. Perché ogni ricorso, anche quando non blocca definitivamente, può trasformarsi in un freno. E la Calabria, sulla Jonica, di freni ne ha già avuti fin troppi.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

02/02/2026