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Piana di Sibari, disastro idrogeologico dopo l’esondazione del Crati: 900 ettari danneggiati

L’ODAF Cosenza interviene sull'esondazione del fiume Crati segnalando la necessità di interventi strutturali e coordinati per il ripristino dei suoli e la tutela delle aziende locali

Piana di Sibari, disastro idrogeologico dopo l’esondazione del Crati: 900 ettari danneggiati

COSENZA - Dopo la drammatica esondazione del fiume Crati che ha colpito la Piana di Sibari, l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Cosenza (ODAF) lancia un appello alle istituzioni e richiama l’attenzione sulla gravità dei danni ambientali, agronomici ed economici subiti da uno dei poli agricoli più fertili e strategici del Mezzogiorno.

Secondo l’Ordine, non si tratta soltanto di strutture danneggiate e raccolti compromessi. L’analisi tecnica evidenzia un rischio meno evidente ma potenzialmente devastante: il compattamento del suolo e il deposito di sedimenti fini che possono provocare l’asfissia radicale delle colture arboree, in particolare dei pregiati agrumeti della zona.

«Non stiamo parlando solo dei raccolti perduti, ma della sopravvivenza stessa del sistema suolo-pianta», afferma il presidente dell’ODAF, Alessandro Guagliardi. Oltre 900 ettari, spiega, sono stati sommersi da un misto di acqua e detriti che altera la porosità del terreno e la sua capacità di drenaggio. Senza interventi specialistici mirati al ripristino della struttura agraria, il rischio concreto è la perdita definitiva di impianti produttivi che hanno richiesto decenni di investimenti.

L’Ordine sottolinea inoltre che il dissesto idrogeologico non può essere affrontato esclusivamente con grandi opere ingegneristiche. Fondamentale è la manutenzione costante del reticolo idrografico minore e dei canali di bonifica. La rottura degli argini del Crati rappresenta il sintomo di una fragilità territoriale più ampia, che impone una visione integrata della gestione del territorio, a partire dalla corretta gestione della vegetazione riparia e dalla pianificazione forestale lungo i corsi d’acqua.

L’ODAF Cosenza chiede alle istituzioni locali: l’istituzione di un Tavolo Tecnico Permanente che includa le professioni tecniche dell’area agraria e forestale per la mappatura del danno e il supporto alle aziende; una più incisiva semplificazione burocratica per gli interventi di ripristino dei terreni agricoli e dei canali aziendali; maggiore promozione di investimenti mirati di Ingegneria Naturalistica, preferendo soluzioni a basso impatto ambientale per il consolidamento degli argini vulnerabili.

«Siamo pronti a mettere a disposizione le nostre competenze per supportare i comuni colpiti e gli agricoltori in questa fase critica», conclude il presidente Guagliardi. «La tutela del suolo deve diventare la priorità dell’agenda politica calabrese, prima che l’eccezionalità degli eventi climatici diventi la norma».

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

19/02/2026