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La messa in sicurezza del Crati è ancora ferma... Nonostante passerelle e promesse

Dal disastro del 13 febbraio a oggi nessuna risposta concreta: a Thurio cittadini, tecnici e istituzioni denunciano ritardi, promesse mancate e interventi mai partiti

La messa in sicurezza del Crati è ancora ferma... Nonostante passerelle e promesse

CORIGLIANO-ROSSANO - Dal 13 febbraio a oggi, nulla è cambiato. È questo il messaggio netto emerso dall’incontro pubblico sul fiume Crati tenutosi a Thurio oggi pomeriggio, dove cittadini, tecnici e amministratori hanno fatto il punto a oltre due mesi dall’alluvione che ha colpito la Sibaritide.

Un evento che ha segnato uno spartiacque, seguito da incontri, audizioni e rassicurazioni istituzionali che, però, non si sono tradotte in interventi concreti. «Passano le settimane e i mesi ma non si muove nulla» è stata la denuncia ricorrente durante il confronto.

Al centro del dibattito, oltre alla mancata manutenzione degli argini, anche la gestione della diga di Tarsia. Un tema sollevato con forza dal professor Paolo Veltri, ingegnere idraulico ed ex docente dell’Università della Calabria: «La diga non è mai stata collaudata ed è una diga irrigua. Nella gestione dell’ultima piena è stata aumentata la portata verso valle. Ma il dato più grave è che il fiume ha rotto gli argini: questo significa che non c’è stata manutenzione».

Un’accusa pesante, che si inserisce in un quadro più ampio di criticità strutturali. «Le piene del Crati non sono eventi straordinari – ha aggiunto Veltri – ma fenomeni ricorrenti. E proprio per questo devono essere governati».

A ribadire la distanza tra territorio e istituzioni è stato anche il presidente dei “Guardiani del Crati”, Mario Oliveto: «Qui si gioca con la vita delle persone. Chiediamo solo la pulizia del fiume, ma la Regione non ci sta considerando. Se non saremo ascoltati siamo pronti ad azioni eclatanti».

Sulla stessa linea Rosa Silvana Abate, che ha sottolineato l’assenza dei rappresentanti regionali invitati all’incontro: «Avevamo chiesto un confronto diretto con il presidente Occhiuto e l’assessore Gallo. Hanno preferito non venire».

Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, ha denunciato lo stallo degli interventi promessi: «Sono passati due mesi dall’incontro con il capo della Protezione civile, ma i lavori sugli argini non sono partiti. E oggi rischiano di non poter più essere realizzati perché il fiume ha già modificato il suo corso».

Sul piano politico, la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, ha annunciato la richiesta di un Consiglio regionale monotematico: «Servono risposte concrete su come e quando si intende mettere in sicurezza il Crati».

All’incontro hanno partecipato anche i sindaci di Tarsia e Santa Sofia d’Epiro, oltre a numerosi cittadini, segno di una preoccupazione diffusa lungo tutto il bacino del fiume.

A oltre due mesi dall’alluvione del 13 febbraio, il bilancio resta fermo: nessun intervento strutturale avviato, nessuna risposta definitiva. E una domanda che continua a rimanere senza risposta: cosa si sta facendo davvero per evitare che accada di nuovo?

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

20/04/2026