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Sanità, il peccato originale di Corigliano-Rossano che portò alla chiusura dei presidi di Cariati e Trebisacce

Nel pieno della nuova riorganizzazione ospedaliera riemerge una verità rimossa: la chiusura dei presidi periferici, sacrificati per tutelare la sussistenza di Corigliano e Rossano, ha costruito un sis

Sanità, il peccato originale di Corigliano-Rossano che portò alla chiusura dei presidi di Cariati e Trebisacce

CORIGLIANO-ROSSANO – La riorganizzazione degli ospedali spoke accende il confronto politico e riporta a galla una ferita mai rimarginata: la chiusura degli ospedali di Trebisacce e Cariati. È quanto emerso nel corso dell’ultima puntata di Eco in Diretta, il talk di Eco dello Jonio andato in onda lo scorso mercoledì 1 aprile (rivedilo qui), che ha messo a confronto le diverse posizioni dell’ex deputato Francesco Sapia, del segretario comprensoriale della CGIL Andrea Ferrone, del portavoce del Forum del Terzo Settore Jonio-Pollino, Ranieri Filippelli e del ginecologo già direttore dell’unità operativa complessa dell’azienda ospedaliera di Crotone, Giuseppe Pirillo.

Al centro della discussione, la redistribuzione dei reparti tra il Compagna di Corigliano e il Giannettasio di Rossano, con il passaggio dell’area medica da una parte e di quella chirurgica dall’altra. Una riorganizzazione già contestata per tempi e modalità, ma che durante il dibattito televisivo ha aperto un fronte più ampio. Diverso, per certi versi inedito.

Il problema non è (solo) Corigliano contro Rossano. Non è nemmeno (anche) se e quale reparto viene trasferito dall’uno all’altro presidio, perché la partita – è stato sottolineato – non può essere letta come uno scambio di reparti tra due poli, ma deve tenere conto di un territorio molto più esteso, che comprende l’intera fascia jonica sibarita, le aree interne e i centri lontani dai presidi principali.

Nel confronto, infatti, è tornato con forza il tema dei tempi di accesso alle cure. In particolare, Filippelli ha richiamato il caso dei pazienti provenienti da aree come Trebisacce o Cariati, evidenziando come il sistema attuale rischi di costringere a continui spostamenti tra strutture diverse, con ripercussioni soprattutto nelle emergenze.

Da qui il passaggio che ha riacceso il dibattito: la chiusura degli ospedali di Trebisacce e Cariati, avvenuta nel pieno del piano di rientro dal debito sanitario nel 2010. Una scelta che, secondo quanto emerso dal dibattito, avrebbe segnato in maniera strutturale l’assetto della sanità nella Sibaritide. Ed è stato quello il peccato originale della sanità jonica.

Proprio secondo Filippelli, prima di quell’intervento il territorio poteva contare su una rete più ampia di presìdi, mentre oggi il carico si concentra sui due ospedali della città unica. Insomma, una trasformazione che ha ridotto la presenza sanitaria nelle aree periferiche senza che nel frattempo fosse completata una vera alternativa, unica ed efficace.

Il riferimento, ovviamente, è al nuovo ospedale della Sibaritide, ancora oggi in fase di ultimazione e che – da quanto ne abbiamo saputo – per essere pienamente operativo ci vorrà ancora del tempo, molto più di ottobre 2026 (termine ultimo per l’ultimazione dei lavori). Un elemento che pesa nella discussione attuale, perché la riorganizzazione degli spoke è destinata a reggere ancora per un periodo non breve.

Nel corso del confronto, infatti, è emerso anche un altro punto critico. All’epoca della riorganizzazione ospedaliera territoriale, 16 anni fa, le scelte, purtroppo, sono state orientate più da equilibri politici che da criteri sanitari. E questo è del tutto evidente. Perché, invece di ragionare su parametri concreti, come la presenza e capillarità di servizi sul territorio, il ragionamento si è concentrato strettamente sulla necessità di tenere in vita i campanili. All’epoca così come oggi, bisognava tutelare e preservare gli ospedali di Corigliano e Rossano. A tutti i costi. E questo, purtroppo, a discapito degli ospedali periferici di Cariati e Trebisacce che hanno pagato questa scelta con il prezzo della soppressione. Quando, invece, si poteva attuare un piano più razionale puntando da subito sulla realizzazione del nuovo ospedale unico a Corigliano-Rossano (all’epoca due comuni distinti ma territorialmente uniti) che nel 2010 era già sul tavolo da 4 anni, riequilibrando la sanità sul territorio.

Il dibattito, pur partendo dalla riorganizzazione in atto, ha quindi riportato al centro una questione più ampia: la necessità di ripensare la rete sanitaria della Sibaritide in funzione del territorio e non degli equilibri tra presidi.

Un tema che resta aperto, mentre la riorganizzazione degli spoke entra nel vivo e il nuovo ospedale, a distanza di quasi 20 anni, continua ad essere atteso come soluzione definitiva.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

04/04/2026