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Venerdì Santo, il grido del Vescovo Savino: «La tratta è schiavitù, non possiamo restare indifferenti»

Appello alle coscienze: «Liberare le donne sfruttate è un dovere. Basta ipocrisia, è un crimine contro l’umanità» \n

Venerdì Santo, il grido del Vescovo Savino: «La tratta è schiavitù, non possiamo restare indifferenti»

CASSANO ALL’IONIO – Un messaggio forte, diretto e carico di umanità quello lanciato da Mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Ionio, in occasione del Venerdì Santo, richiamando l’attenzione sulla piaga della tratta di esseri umani, in particolare quella che colpisce le donne.

«Vorrei rivolgermi a te, donna, che nel migliore dei casi vieni definita “vittima di tratta”, ma che molti temono di chiamare con un nome ancora più crudo: “schiava”», scrive il Vescovo, sottolineando come la schiavitù non appartenga al passato, ma continui a esistere oggi sotto nuove forme, «attraverso ingranaggi di morte».

Nel suo messaggio, Mons. Savino descrive con parole dure e senza filtri la realtà dello sfruttamento: dalle strade ai locali, fino alla rete, «che ti irretisce e assoggetta in maniera ancora più subdola». Un sistema che Papa Francesco ha definito «schifoso», riferendosi a chi pensa di poter comprare un altro essere umano.

Il Vescovo ripercorre il dramma vissuto da molte donne, partite con la speranza di aiutare le proprie famiglie e finite invece vittime di inganni e violenze. «Sei diventata anche nostra sorella – afferma – costretta a subire il peggio di una società che ritiene normale mercificare una persona in stato di necessità».

Un passaggio particolarmente toccante è quello che accosta la sofferenza delle vittime alla Via Crucis di Cristo: «Il tuo strazio silenzioso richiama quello di Gesù sulla strada verso il Golgota». Donne spesso madri, segnate da soprusi e costrette a vivere una quotidianità fatta di umiliazioni.

Savino denuncia con forza anche l’indifferenza collettiva: «Siamo tutti corresponsabili di questa ignominia, perché l’indifferenza e l’ignoranza uccidono e cancellano la speranza». E richiama l’ipocrisia di una società che rende invisibili queste donne, mentre lo sfruttamento continua in locali, appartamenti e luoghi insospettabili.

Da qui l’appello alle istituzioni e ai governanti: «È possibile risorgere solo quando si assumeranno la responsabilità di mettere fine a questa schiavitù», smettendo di «lavarsene le mani» come Ponzio Pilato.

Il messaggio si chiude con un richiamo forte alla responsabilità collettiva e alla misericordia, riprendendo le parole di Papa Francesco: «Liberare queste povere schiave è un gesto di misericordia e un dovere per tutti gli uomini di buona volontà». Un impegno ribadito anche da Leone XIV, che ha definito la tratta «un crimine contro l’umanità e un commercio atroce», per il quale – conclude Savino – «tutti dobbiamo chiedere umilmente perdono».

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

03/04/2026