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Nuova SS106, il SIULP lancia l’allarme: «A Trebisacce organico insufficiente per il nuovo tratto»

Il segretario nazionale Amedeo Landino chiede al Ministero di potenziare il Distaccamento di Polizia Stradale: appena 10 unità per vigilare su un’arteria destinata a diventare più complessa

Nuova SS106, il SIULP lancia l’allarme: «A Trebisacce organico insufficiente per il nuovo tratto»

TREBISACCE - Il nuovo tratto della SS106 Jonica si prepara ad aprire, ma sulla sicurezza stradale arriva l’allarme del SIULP nazionale: il Distaccamento di Polizia Stradale di Trebisacce non avrebbe personale sufficiente per reggere l’impatto operativo della nuova infrastruttura. Una questione che il sindacato considera urgente, perché l’ammodernamento dell’arteria rischia di trasformarsi in un carico insostenibile per donne e uomini della Polizia di Stato già alle prese con una carenza strutturale di organico.

A lanciare l’allarme è il segretario nazionale del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia, Amedeo Landino, che stamani ha scritto al Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Ufficio relazioni sindacali, sollevando il caso del presidio di Trebisacce in vista dell’apertura del nuovo tratto della Statale 106 “Jonica”.

Il punto di partenza è l’imminente avanzamento del processo di ammodernamento della SS106, infrastruttura storicamente segnata da elevata incidentalità. Secondo quanto evidenzia Landino nella nota, entro la fine di maggio sarebbe prevista l’inaugurazione dei primi diciotto chilometri del nuovo tracciato, opera imponente caratterizzata da viadotti e gallerie e destinata a segnare il superamento di un lungo stallo burocratico.

Ma proprio all’entusiasmo per il progresso infrastrutturale, sostiene il SIULP, deve corrispondere una pianificazione adeguata dei servizi di sicurezza e vigilanza stradale. Il nodo riguarda il Distaccamento della Polizia Stradale di Trebisacce, la cui competenza territoriale si estende dall’area Nova Siri-Sibari fino allo svincolo autostradale A2 di Firmo.

Un territorio vastissimo, già oggi delicato, che con l’apertura del nuovo tratto rischia di diventare ancora più complesso da presidiare. Per Landino, la situazione della Polizia Stradale in provincia di Cosenza è da anni segnata da una carenza «endemica e strutturale», ma il caso di Trebisacce rappresenterebbe la criticità più allarmante.

I numeri indicati dal sindacato sono pesanti: il Distaccamento avrebbe un organico di appena 10 unità, compreso il responsabile. Un contingente che, secondo la segreteria nazionale, entro la fine dell’anno potrebbe ridursi ulteriormente a causa della quiescenza di alcuni colleghi.

Da qui l’allarme operativo. Un presidio così ridotto viene considerato tecnicamente inadeguato a garantire i compiti d’istituto su un’arteria di tale importanza e complessità. L’apertura del nuovo tratto autostradale aumenterà infatti carico di lavoro, responsabilità e necessità di intervento, rendendo più difficile assicurare vigilanza costante e risposta tempestiva in caso di emergenze, incidenti o criticità lungo il tracciato.

La richiesta del SIULP al Ministero è quindi chiara: attivare un intervento di potenziamento del personale del Distaccamento di Trebisacce. Si tratta di evitare che un’opera strategica per il Paese finisca per pesare in modo eccessivo su un presidio già sottodimensionato.

La questione, però, va oltre il piano sindacale. Perché la SS106 non è una strada qualsiasi. È una delle arterie più sensibili dell'intero quadrante orientale del Paese, teatro di incidenti, emergenze e rivendicazioni territoriali. Ogni nuovo tratto aperto rappresenta certamente un passo avanti infrastrutturale, ma porta con sé anche nuove esigenze di controllo, soccorso, prevenzione e gestione del traffico.

In questo senso, l’appello del segretario nazionale Landino pone un tema politico e amministrativo non di poco conto perché le infrastrutture non si inaugurano solo con asfalto, viadotti e gallerie. Si inaugurano anche con personale, presidi, mezzi, turni sostenibili e capacità di garantire sicurezza reale ai cittadini.

Il rischio denunciato dal sindacato è che il nuovo tratto della Jonica venga consegnato al territorio senza un adeguato rafforzamento della macchina di vigilanza. Una contraddizione evidente: una strada moderna, più veloce e più complessa, affidata a un presidio che già oggi lavora con numeri ridotti.

Ora la parola passa al Ministero dell’Interno. Landino chiede un riscontro rapido e un intervento concreto. Perché l’apertura della nuova centosei Sibari-Roseto può essere una buona notizia ma solo se accompagnata dalla capacità dello Stato di garantire sicurezza, controllo e tutela lungo una delle arterie più attese e più delicate del Mezzogiorno.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

12/05/2026