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Da Amendolara il grido contro il caporalato: centinaia in corteo con Landini

Commemorazione davanti alla stazione di servizio dove hanno perso la vita i quattro braccianti. Il segretario della CGIL: «L'indignazione deve trasformarsi in cambiamento»

Da Amendolara il grido contro il caporalato: centinaia in corteo con Landini

AMENDOLARA – Una corona di fiori deposta nel luogo della tragedia, il silenzio carico di commozione e poi il corteo che ha attraversato le strade del centro jonico per chiedere verità, giustizia e dignità per chi lavora.

Si è aperta così, nel primo pomeriggio di oggi, la manifestazione nazionale promossa da CGIL e FLAI CGIL ad Amendolara dopo la strage dei quattro braccianti agricoli morti nel rogo dell'autovettura incendiata presso la stazione di servizio lungo la Statale 106, teatro di una delle più drammatiche vicende che hanno colpito il mondo del lavoro negli ultimi anni.

La mobilitazione è stata convocata per denunciare il caporalato, lo sfruttamento e le condizioni di precarietà che ancora segnano ampi settori dell'agricoltura italiana.

Il primo momento si è svolto proprio davanti alla stazione di servizio dove si consumò il delitto. Qui il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha deposto una corona in memoria delle vittime.

Nel suo intervento, Landini ha sottolineato il valore dell'indignazione come motore del cambiamento sociale, sottolineando come tragedie di questa portata non possano essere archiviate come semplici fatti di cronaca.

«Serve una rivolta delle coscienze», ha affermato il leader della CGIL, invitando cittadini, istituzioni e mondo del lavoro a sentirsi parte di una battaglia collettiva contro ogni forma di sfruttamento e contro le morti sul lavoro.

Dopo la deposizione della corona, Landini si è posto in testa del corteo che ha attraversato Amendolara insieme ai rappresentanti sindacali, politici, alle associazioni e ai tanti lavoratori presenti. Una manifestazione partecipata e composta, ma allo stesso tempo determinata a chiedere interventi concreti per contrastare il lavoro nero, il caporalato e le condizioni di illegalità che ancora persistono nelle campagne. In Italia - ha ricordato - esistono le leggi che tutelano i lavoratori ma purtroppo restano inapplicate.

Nel corso della mobilitazione è stata inoltre rilanciata la campagna di raccolta firme promossa dalla CGIL per una proposta di legge di iniziativa popolare che punta a rafforzare la legalità nel sistema degli appalti. Tra i punti centrali della proposta vi è il divieto dei subappalti a cascata, ritenuti una delle principali cause della frammentazione delle responsabilità e dell'abbassamento delle tutele per i lavoratori, oltre alla promozione di principi di trasparenza, sicurezza e rispetto dei contratti.

Da Amendolara è così partito un messaggio forte che va oltre i confini della Calabria, per trasformare il dolore in un impegno collettivo affinché nessuno sia più costretto a lavorare senza diritti, sotto ricatto e in condizioni disumane.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

06/06/2026