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La Calabria del nord-est e quel difficile rapporto con gli Amministratori... sotto tiro delle intimidazioni

Il recentissimo rapporto 2025 di Avviso Pubblico censisce 10 atti intimidatori in provincia di Cosenza, distribuiti in 9 comuni. Cinque ricadono nella Calabria del nord-est. Il fenomeno riguarda sinda

La Calabria del nord-est e quel difficile rapporto con gli Amministratori... sotto tiro delle intimidazioni

CORIGLIANO-ROSSANO - Non è un fenomeno lontano. Non è solo Reggio Calabria, non è solo la Locride, non è solo la cronaca nera dei grandi comuni sciolti per mafia. Nel 2025, dentro i 10 casi censiti in provincia di Cosenza, il recentissimo rapporto Amministratori sotto tiro di Avviso Pubblico, pubblicato la scorsa settimana, fotografa anche un pezzo preciso della Calabria del nord-est: Corigliano-Rossano, Cariati, Crosia, San Lorenzo del Vallo e Villapiana.

Cinque comuni del nord-est finiscono nella mappa nazionale degli amministratori locali, dei dipendenti della Pubblica amministrazione e delle strutture pubbliche colpite da atti intimidatori, minacce o violenze.

Il dato provinciale è netto: nel 2025 Cosenza registra 10 atti intimidatori in 9 comuni. La Calabria, nel quadro nazionale, resta tra le regioni più esposte. Nel 2025 è quarta in Italia con 32 atti intimidatori, dopo Puglia, Campania e Sicilia. A livello nazionale gli episodi censiti sono 309, in calo rispetto ai 328 dell’anno precedente, ma distribuiti su un numero ancora ampio di territori.

Nella graduatoria provinciale, Reggio Calabria conta 11 casi, mentre Cosenza ne registra 10, entrando nella fascia delle province italiane più colpite. E la Sibaritide-Pollino, dicevamo, non è fuori dalla geografia delle intimidazioni. Ne è parte. E lo è con comuni diversi tra loro per dimensioni, storia amministrativa e contesto sociale, ma accomunati da una stessa esposizione: quella di amministrare territori complessi, attraversati da tensioni sociali, interessi economici, fragilità istituzionali e conflitti quotidiani.

Chi viene colpito? Sindaci, assessori, consiglieri comunali, dipendenti pubblici, uffici, beni comunali, mezzi e strutture pubbliche. Le forme possono essere diverse: incendi, lettere anonime, messaggi intimidatori, minacce sui social, danneggiamenti, aggressioni, pressioni personali o attacchi indiretti a beni dell’Ente.

Il rapporto nazionale conferma anche un altro elemento decisivo: i piccoli comuni sono i più vulnerabili. Nel 2025 il 57% dei casi si è verificato in comuni con meno di 20mila abitanti. È un dato che parla direttamente a molti municipi della Calabria del nord-est, dove il sindaco non è una figura distante, ma spesso il primo sportello fisico dello Stato.

Ma il dato della Calabria del nord-est va letto oltre la contabilità degli episodi. Non è soltanto una classifica. È una spia del clima che può maturare attorno ai municipi quando l’amministrazione locale diventa frontiera diretta di conflitti sociali, economici e perfino familiari.

Corigliano-Rossano, in particolare, non compare per la prima volta nella mappa di Avviso Pubblico. Nel rapporto precedente era già stata indicata come una delle realtà più esposte d’Italia. Nel 2023, infatti, era emerso il caso dei messaggi intimidatori rivolti al sindaco Flavio Stasi e a un assessore, dopo l’incendio dell’auto della presidente del Consiglio comunale Marinella Grillo. Una vicenda che aveva già acceso i riflettori sulla pressione esercitata contro chi amministra la terza città della Calabria.

A Crosia, invece, resta il precedente pubblico della sindaca Maria Teresa Aiello, che nel dicembre 2025 denunciò di aver ricevuto una lettera anonima, definita diffamatoria sul piano personale e dai toni intimidatori. Anche in quel caso il confine tra attacco politico, delegittimazione personale e intimidazione istituzionale apparve particolarmente sottile. A questo episodio si aggiunge un fatto molto più recente, avvenuto appena la scorsa settimana e quindi non compreso nel rapporto di Avviso Pubblico: l'aggressione subita da due dipendenti comunali durante lo svolgimento delle loro funzioni.

Ecco perché nei territori più fragili, dove i servizi sono pochi, i conflitti sono ravvicinati e lo Stato spesso coincide con la porta del municipio, ogni intimidazione pesa di più. Certo, c'è una domanda di chiarezza: sapere qual è il confine dell'intimidazione. Servirebbe, dunquem, una ricognizione pubblica degli episodi, un osservatorio territoriale, un confronto tra Prefettura, forze dell’ordine, Comuni, Anci, sindacati e associazioni civiche. Questo, per capire se esistono protocolli di tutela, se i piccoli municipi hanno strumenti adeguati e se le denunce vengono accompagnate da una risposta istituzionale visibile.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

22/06/2026