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Cronaca

TRAGEDIA RAGANELLO, storie di speranza e dolore.Monsignor Savino vicino alla sua comunità

TRAGEDIA RAGANELLO, storie di speranza e dolore.Monsignor Savino vicino alla sua comunità

TRAGEDIA RAGANELLO, storie di speranza e dolore.Monsignor Savino vicino alla sua comunità

CIVITA Le scarpe per le escursioni, un pinocchietto, una maglia per l’estate e gli occhi gonfi di lacrime. È notte fonda, le 23 circa, ma una donna si presenta così al comando mobile dei vigili del fuoco. Arriva dal caposquadra che aveva conosciuto meno di qualche ora fa, ore di speranza e di dolore li hanno resi amici di vecchia data: «Grazie, non serve che continuiamo a cercarlo. Lo hanno trovato morto». Antonio De Rasis, la guida di Cerchiara che era uscita con un gruppo nel pomeriggio di lunedì non ce l’ha fatta. «Mi dispiace signora»; uomini in divisa le si stringono intorno, anche il funzionario si ferma un secondo. Non dà più ordini, è la metafora perfetta di quei minuti trascorsi tra operazioni frenetiche e comunicazioni via radio. Tra l’entusiasmo di una vita salvata e lo sconforto di una spezzata. Passa così la notte nella piccola Civita, incastonata tra le montagne del Pollino. Per una notte il rumore di macchine, soccorritori e inviati rompe il silenzio che fa da sfondo allo scrosciare dell’acqua del torrente Raganello.

VERSO CIVITA Amici, famiglie, turisti. Questo l’identikit di chi fino a ieri ha attraversato le gole del torrente. Sono le stesse persone che in queste ore si trovano negli ospedali di Cosenza, Castrovillari e Rossano, divise in parti quasi uguali tra reparto e obitorio. Il bilancio finale è di 10 morti e 11 feriti. Nel vicino ospedale di Castrovillari, i medici del reparto di pediatria curano i bambini che si trovavano nel torrente. Nessuno di loro è in pericolo di vita, due hanno perso entrambi i genitori, uno è rimasto orfano di padre. «Grazie, lei è quello che mi ha soccorso in borghese». La moglie di Gianfranco Fumarola, morto tra le acque del Raganello, abbraccia il medico del reparto di Medicina e chirurgia che l’ha curata. I familiari l’abbracciano. La proteggono da quello a cui fuori, forze dell’ordine, magistrati e soccorritori, provano a dare un senso. «Non sono cose che dovrebbero fare i bambini», ripete mentre la famiglia le si fa intorno. Ma nessuno la pensava così fino a qualche ora prima.

LA CAREZZA DEL MONSIGNORE Il vescovo della diocesi di Cassano allo Ionio, monsignor Francesco Savino, sta accanto alla sua comunità. «Quante storie in una tragedia, figli rimasti orfani, mogli e mariti rimasti vedovi». Arriva all’ospedale di Castrovillari per pregare sulla salma della guida che conosceva bene. «Era un ragazzo straordinario, oltre che estremamente professionale». Poi raggiunge il reparto di Pediatria. Tutti i bambini stanno bene, è uno dei miracoli a cui faceva cenno il monsignore, esce a spalle strette dal reparto ma promette di prendersi cura della sua comunità, di Civita in particolare. «Da non abbandonare in questo momento di dolore».

ULTIMI RINTOCCHI La piccola campana della chiesa di fronte al municipio scocca per tre volte. Segna a modo suo la fine delle operazioni di soccorso. Il prefetto Paola Galeone convoca l’ultima riunione per fare il punto. Fuori tuona, le salme sono tutte riconosciute e su di loro la Procura non dispone l’autopsia. Corpi pieni d’acqua, gonfi, irriconoscibili. Chi si abbandona insieme alle lacrime al racconto straziante del riconoscimento, giura quasi alla solennità del momento. «Non riuscirò mai a rimuovere quell’immagine dalla mia mente».

(fonte corrieredellacalabria.it)

Eco dello Jonio

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Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

21/08/2018