Ultime notizie
AttualitàFrecciarossa Sibari, da febbraio cambia rotta: non più Bolzano ma Milano-TorinoAttualitàComuni, i conti fragili del Nord-Est: uno su quattro tra dissesto e riequilibrioAttualitàNuovo Ospedale, martedì aprono gli ambulatori. Ma Insiti non apre ancora: il vero countdown comincia adessoTerritorioSuperbugs, l’allarme di Safe 2026: «Non bastano nuovi antibiotici, bisogna governare l’intero processo di cura»PoliticaCaro carburante, Futuro Nazionale si schiera con i presidi: «Agricoltura, pesca e trasporti sono un’unica filiera»PoliticaVerde pubblico, FdI replica ad AVS: «L’ambiente non è una tessera di partito»AttualitàImprese centenarie, oltre la metà opera nell’agroalimentare. Amarelli: «La longevità nasce dall’identità dei territori»AttualitàLaghi di Sibari, Assolaghi porta il dossier al Salone di Genova: «Entrino nella nuova strategia portuale calabrese»PoliticaItalia del Meridione si struttura a Corigliano-Rossano: Ida Sarlo nuova segretaria cittadinaEcoCultPatrizia Di Vico esordisce con Il Benedetto: un romanzo sul dolore che attraversa le generazioniTerritorioEnergia, D’Agostino: «La Calabria guardi ai modelli di Marche, Lazio e Abruzzo e rafforzi gli investimenti sulle rinnovabili»AttualitàFesta dei Nonni in carcere: a Rossano gli affetti familiari superano le sbarre
Tutte
CronacaCorigliano-Rossano

La trappola, Provinciale 196 a un punto di non ritorno: un attentato alla sicurezza

La trappola, Provinciale 196 a un punto di non ritorno: un attentato alla sicurezza

La trappola, Provinciale 196 a un punto di non ritorno: un attentato alla sicurezza

CORIGLIANO-ROSSANO - Se la si potesse descrivere con un titolo di un film, sicuramente la strada provinciale 196 sarebbe Breakdown, la trappola! Stiamo parlando dell’arteria viaria che collega la statale 106, in località porto di Schiavonea, con il vecchio tracciato della ionica in località Villaggio Frassa.

Un budello strategico per la viabilità ionica che canalizza gran parte del traffico dei pendolari che ogni giorno si muovono da e verso l’area interna della provincia. Una strada che, tra l’altro, è stata teatro di decine di incidenti. Non ultimo quello avvenuto venerdì sera.

In un qualsiasi altro angolo del pianeta questa arteria, che potrebbe essere tranquillamente una tangenziale extraurbana, sarebbe a quattro corsie o quantomeno avrebbe una manutenzione costante, segnaletica orizzontale e verticale sufficiente, impianti luminosi ed un asfalto sicuro.

Invece no, è una trappola scientifica, fatta di curve cieche, sovrappassi ferroviari che ad un tratto restringono la carreggiata in una sola corsia; cartelli stradali sbiaditi dal sole, l’asfalto, poi, quasi non esiste più.

Solo un esempio, per far capire lo stato dei luoghi. Di recente è stato effettuato uno scavo (probabilmente per la posa di cavi telefonici), lungo i 3 km su cui si estende l’arteria, a bordo strada. Quello scavo è stato coperto con del cemento che giorno dopo giorno si degrada e con esso degrada anche quel che resta del manto bituminoso.

Per non parlare delle buche, anzi no, delle voragini che ci sono su entrambe le corsie e che gli automobilisti cercando di scansarle (onde evitare di distruggere copertoni, cerchi, ammortizzatori, sospensioni, carene etc.) rischiano continui frontali.

È facile prevedere cosa accadrà nei prossimi giorni quando inizieranno i lavori sulla rotonda di Santa Lucia che, per forza di cose, obbligheranno ad incanalare il traffico dell’area ovest di Corigliano proprio lungo la sp196. Sarà un dramma, sperando di non dover raccontare tragedie.

Una condizione viaria vergognosa, direbbe qualcuno. Limitiamoci a dire che si tratta di una condizione indecente per la quale la Provincia dovrebbe correre subito ai ripari. Quantomeno per mettere in sicurezza una via che quotidianamente viene percorsa da migliaia di pendolari. Quella strada è arrivata a un punto di non ritorno: così com’è è un attentato alla sicurezza.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

21/02/2021