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CronacaAmendolara

Amendolara prepara l’ultimo saluto ai quattro braccianti uccisi: cerimonia pubblica tra il 14 e il 15 giugno

Dopo i dieci giorni previsti per l’eventuale rivendicazione delle salme, il paese potrebbe ospitare in piazza la cerimonia funebre per Ullah Ismat Qiemi, Waseem Khan, Amin Fazal Khogjani e Safi Iayjad

Amendolara prepara l’ultimo saluto ai quattro braccianti uccisi: cerimonia pubblica tra il 14 e il 15 giugno

AMENDOLARA - Il piccolo centro ionico si prepara a dare l’ultimo saluto ai quattro giovani braccianti uccisi nella strage del 1 giugno scorso, quando l’auto con loro a bordo fu data alle fiamme davanti alla stazione di servizio IP lungo la Statale 106. Un atto crudele, feroce, drammatico come non se n'erano mai visti in questo territorio.

La cerimonia funebre dovrebbe tenersi molto probabilmente tra il 14 e il 15 giugno, una volta trascorsi i dieci giorni dalla consegna delle salme. Dieci giorni, infatti, è il termine previsto per consentire eventuali rivendicazioni dei corpi da parte di familiari o soggetti legittimati. I corpi, dopo l’autopsia effettuata all’ospedale Giannettasio di Corigliano-Rossano, erano stati trasferiti nell’obitorio del cimitero comunale di Amendolara.

Le vittime sono Ullah Ismat Qiemi, 19 anni, Waseem Khan, 29 anni, Amin Fazal Khogjani, 28 anni, e Safi Iayjad, 27 anni. Quattro nomi che il territorio non vuole lasciare dentro la freddezza della cronaca giudiziaria. Quattro giovani vite spezzate in modo atroce, dentro una vicenda che ha sconvolto la Calabria, il Paese e l’intero mondo del lavoro agricolo.

Secondo quanto trapela, la cerimonia dovrebbe svolgersi ad Amendolara, molto probabilmente nella piazza centrale del paese, trasformando il cuore della comunità in un luogo di raccoglimento, memoria e dignità pubblica. Non soltanto un rito funebre, dunque, ma un momento collettivo di cordoglio per restituire umanità a quattro ragazzi morti lontano dalle loro famiglie e dai loro Paesi d’origine.

Amendolara, in questi giorni travolta dal peso mediatico della tragedia, ha più volte rivendicato la propria estraneità alle logiche del caporalato e dello sfruttamento. Ma proprio perché il delitto si è consumato sul suo territorio, la comunità guidata dalla sindaca Maria Rita Acciardi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.

Nel vertice d’urgenza convocato nei giorni scorsi con i sindaci dell’Alto Ionio, l’Amministrazione comunale ha annunciato l’intenzione di chiedere formalmente l’intitolazione dell’area IP alla memoria delle quattro vittime. Un gesto simbolico, ma fortissimo: trasformare il luogo dell’orrore in uno spazio di memoria permanente, perché quella tragedia non venga rimossa, banalizzata o consumata soltanto dentro il ciclo veloce delle notizie.

La proposta della sindaca Acciardi va proprio in questa direzione: dare un nome, un volto e una dignità pubblica a quei quattro lavoratori. Non lasciare che restino soltanto “i braccianti morti ad Amendolara”, ma riconoscerli come persone, come giovani uomini, come vittime di una violenza brutale che ha interrogato l’intero territorio.

La cerimonia funebre, se confermata nelle prossime ore, sarà quindi anche un passaggio civile. Un momento in cui Amendolara potrà stringersi attorno alle vittime e, allo stesso tempo, ribadire la propria identità di comunità accogliente, ferita ma non colpevole, addolorata ma non indifferente.

Perché la memoria di Ullah, Waseem, Amin e Safi deve diventare consapevolezza, impegno e coraggio di guardare in faccia tutte le fragilità sociali.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

08/06/2026