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CronacaCorigliano-Rossano

Carcere di Rossano, dopo maxisequestro l’Al.Si.P.Pe. rilancia l’allarme: «Organico insufficiente per un istituto di Alta Sicurezza»

Il segretario Roger Durante: «A Vibo circa 80 agenti in più». Gasparro: «Il ritrovamento dimostra quanto sia delicato il controllo del circuito di Alta Sicurezza»

Carcere di Rossano, dopo maxisequestro l’Al.Si.P.Pe. rilancia l’allarme: «Organico insufficiente per un istituto di Alta Sicurezza»

CORIGLIANO-ROSSANO – Dopo il maxi ritrovamento di cellulari, coltelli e altri oggetti non consentiti all’interno della Casa di Reclusione di Rossano, si allarga l’allarme dei sindacati della Polizia Penitenziaria. Questa volta a intervenire è l’Al.Si.P.Pe., che parte dall’operazione eseguita dagli agenti per riportare al centro una questione già denunciata da tempo: la carenza di personale in un istituto che ospita circuiti detentivi di Alta Sicurezza.

Secondo quanto riferisce il segretario locale Giuliano Gasparro, durante la perquisizione effettuata nella sezione “Secondo Alta Sicurezza” sarebbe stato individuato, nel box-vano di un ascensore, un vero e proprio deposito contenente una cinquantina di oggetti non consentiti. Il sindacato parla di almeno 40 telefoni cellulari, cavi di ricarica, cacciaviti, coltelli e altri oggetti atti ad offendere.

Il materiale è stato sequestrato e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

LEGGI ANCHE – Carcere di Rossano, maxi ritrovamento nel vano ascensore: cellulari, coltelli e una macchina per tatuaggi

Per il segretario regionale Al.Si.P.Pe. Roger Durante, la quantità di dispositivi rinvenuti rende particolarmente grave l’episodio. Il sindacato richiama l’articolo 391-ter del Codice penale, che disciplina l’accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte dei detenuti, e sostiene che in circuiti di Alta Sicurezza la disponibilità clandestina di telefoni possa rappresentare uno strumento per mantenere contatti e relazioni criminali anche all’esterno del carcere.

È, naturalmente, una valutazione del sindacato: saranno gli accertamenti investigativi a chiarire provenienza, destinazione e disponibilità effettiva del materiale sequestrato.

Durante insiste però su un punto: «L’ingresso di oltre 40 cellulari in un circuito di Alta Sicurezza non può essere considerato un fenomeno marginale». Ed è proprio dal risultato dell’operazione che l’Al.Si.P.Pe. sposta l’attenzione sulle condizioni in cui lavora la Polizia Penitenziaria rossanese.

«È un risultato straordinario – sostiene Durante – se si considera che viene raggiunto operando in condizioni di cronica e drammatica carenza di organico».

Il sindacato propone anche un confronto con la Casa circondariale di Vibo Valentia: secondo i dati riportati dall’Al.Si.P.Pe., l’istituto vibonese avrebbe circa 80 agenti in più, pur ospitando un numero inferiore di detenuti e una popolazione carceraria differente.

È pervenuta una precisazione sugli organici: Vibo Valentia conta 207 agenti effettivamente presenti contro i 131 di Rossano, quindi 76 in più, ma entrambi gli istituti risultano sotto la rispettiva pianta organica ministeriale. LEGGI QUI LA PRECISAZIONE

Rossano, al contrario, ospita anche detenuti inseriti nei circuiti Alta Sicurezza 3, legati ai reati di criminalità organizzata, e Alta Sicurezza 2, destinata anche a detenuti per reati connessi al terrorismo.

Una specificità che, secondo il sindacato, dovrebbe tradursi in una dotazione di personale proporzionata alla complessità dell’istituto. Gasparro e Durante rivolgono quindi un plauso agli agenti che hanno condotto la perquisizione e chiedono un intervento sulla pianta organica della Casa di Reclusione di Rossano.

Per Al.Si.P.Pe. il maxi sequestro racconta due cose insieme: da un lato la capacità operativa della Polizia Penitenziaria, dall’altro quanto possa diventare fragile il sistema se controlli così delicati vengono affidati a personale numericamente insufficiente.

Dopo il ritrovamento di oggi, insomma, la domanda non riguarda più soltanto come siano arrivati decine di telefoni e armi bianche dentro il carcere.

Riguarda anche quanti uomini e donne servano realmente per controllare, ogni giorno, uno degli istituti penitenziari più delicati della Calabria.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

08/09/2026