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CronacaCorigliano-Rossano

Ifmich scala i 260 metri dell’ex Enel di Rossano: la folle impresa del rooftopper catanese

«Provo a scalare la struttura più alta d'Italia». Poi la sfida allucinante di Michael Raimondo, che risale la ciminiera ovest di contrada Cutura. Un gesto estremamente pericoloso, da non emulare. Tutt

Ifmich scala i 260 metri dell’ex Enel di Rossano: la folle impresa del rooftopper catanese

CORIGLIANO-ROSSANO – Duecentosessanta metri sopra l’ex centrale Enel di contrada Cutura. Almeno questa è la quota che Michael Raimondo, in arte Ifmich, ha indicato nel video della sua ultima, folle impresa. Una sfida che sta facendo il giro dei social e che in meno di 24 ore ha già superato 100mila visualizzazioni. Questa volta non si è fermato a metà, come accaduto con l'antenna di Caltanissetta: è arrivato fino in cima alla gigantesca gru allestitia accanto alla torre ovest, nel pieno del cantiere che sta accompagnando la demolizione delle storiche ciminiere.

«Provo a scalare la struttura più alta d’Italia». Poi la follia di intraprendere quel "viaggio" tra scalini e pioli fino in cima. E non accontendandosi del "record", Raimondo, non solo ha raggiunto la quota impressionante di 260 metri, ma nella sua perversa sfida ha raggiunto anche il braccio più esterno della gru rimanendo in bilico con il baratro sotto. Immagini da far venire i brividi e le allucinazioni anche solo rimanendo - basiti - a guardare il video davanti a un pc.

E non si tratta certo della sua prima volta.

Chi è Ifmich, il rooftopper che cerca sempre più quota

Michael Raimondo è un 23enne originario di Catania, diventato noto sui social attraverso il rooftopping e l’esplorazione di strutture normalmente interdette al pubblico. In un’intervista al Corriere della Sera aveva raccontato di aver iniziato esplorando luoghi abbandonati per poi spostarsi sempre più verso edifici e infrastrutture in altezza.

Nel suo curriculum ci sono la Torre Velasca, San Siro, Galleria Vittorio Emanuele e Stazione Centrale a Milano. Ha scalato anche strutture industriali e il Ponte San Michele sull’Adda, muovendosi sulle travi con quasi 80 metri di vuoto sotto i piedi.

Finora la sua impresa più alta documentata era quella del camino da 250 metri dell’ex centrale Enel di Polesine Camerini, a Porto Tolle, raggiunto nel maggio 2025. Dopo quel video altri giovani provarono a introdursi nello stesso sito, facendo scattare l’allarme proprio sul rischio di emulazione. Se dunque i 260 metri indicati nel nuovo filmato di Corigliano-Rossano corrispondessero alla quota effettivamente raggiunta, questa diventerebbe la sua scalata più alta tra quelle finora note.

Dentro uno dei cantieri più delicati del territorio

C’è poi un particolare che rende l’impresa ancora più sorprendente. L’ex centrale di Cutura non è semplicemente un rudere industriale abbandonato: è un cantiere operativo, sottoposto a controlli e procedure di sicurezza particolarmente stringenti.

Dall’esterno appare a tutti gli effetti come un fortino difficilmente penetrabile. Eppure Ifmich è riuscito ad accedere al sito e ad arrivare fino alla struttura. Come abbia fatto a eludere i controlli resta un mistero, senza che questo possa automaticamente trasformarsi in un’accusa verso chi presidia un’area così vasta e complessa.

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Il punto principale, del resto, è un altro.

Spettacolare da vedere, folle da imitare

Le immagini fanno impressione. Ma non c’è nulla di eroico da celebrare. Arrampicarsi a quelle quote senza le procedure e le protezioni previste per chi lavora professionalmente in altezza significa esporsi a un rischio estremo, ulteriormente aggravato dal fatto di trovarsi dentro un sito industriale in fase di dismissione.

E il precedente di Polesine Camerini dimostra che il rischio più serio arriva anche dopo la pubblicazione del video, quando qualcuno può pensare di replicare ciò che ha visto sullo smartphone.

Per questo va detto con estrema chiarezza: è un gesto da non imitare.

Ciminiere, la demolizione procede ma i tempi sono slittati

Intanto, proprio sotto la sua scalata, continua il lungo processo di demolizione delle due torri dell’ex centrale.

Le ciminiere, alte circa 200 metri, vengono smantellate con tecnica top-down, cioè procedendo dall’alto verso il basso attraverso una piattaforma specialistica e una gru esterna. Il programma ha subito importanti rallentamenti dopo il rinvenimento di quantità di amianto superiori alle stime iniziali.

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A giugno l’ultimo aggiornamento de L’Eco dello Jonio indicava febbraio 2027 come termine per la prima torre. Il quadro è stato successivamente aggiornato: nell’incontro tra Enel e organizzazioni sindacali del 28 agosto, l’azienda ha indicato aprile 2027 come nuova previsione per il completamento della demolizione della prima ciminiera.

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Ed è proprio su questo enorme cantiere, destinato progressivamente a cancellare dal panorama due dei simboli industriali della Sibaritide, che Ifmich ha deciso di cercare la sua nuova vetta.

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Insomma, una follia social riuscita. Ma che deve finire esattamente dove è cominciata: sullo schermo di un telefono.

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Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

06/09/2026