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Sta venendo alla luce l'antica Laos: le ultime scoperte sono straordinarie e riscrivono la storia

Da giorni la notizia degli scavi sta entusiasmando il mondo accademico. Abbiamo chiesto all'archeologo Mollo, direttore dei lavori, all'archeobotanica Novellis e a Mariangela Barbato della Sabap (Cs)

Sta venendo alla luce l'antica Laos: le ultime scoperte sono straordinarie e riscrivono la storia

LAINO BORGO – L’ultima campagna di scavi che ha interessato l’area di Santa Gada, nel comune di Laino Borgo, ha restituito una importante novità archeologica: materiale di natura cultuale che fa pensare alla presenza di un luogo di culto dedicato ad una divinità femminile.

Gli scavi, condotti dal Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell'Università degli studi di Messina, sotto la direzione del professor Fabrizio Mollo ed effettuati in regime di concessione ministeriale (decreto 230/2022) grazie alla collaborazione della Sabap Cosenza e della Soprintendente Paola Aurino, sono stati avviati nel 2019 e si concluderanno venerdì 22 settembre.

Le ricerche stanno definendo una grande e articolata realtà archeologica, ormai importantissima non soltanto per la valle del Lao-Mercure, ma per l’intera Calabria.

«Le scoperte fatte durante queste campagne di scavo hanno una rilevanza storica straordinaria – ha dichiarato il professore Mollo. Il sito è stato, peraltro, scoperto casualmente a seguito di un’indagine di superficie, era un luogo sconosciuto al mondo dell’archeologia. Ciò che è importante sottolineare è che la città in questione potrebbe essere Laos. Mi spingo ad affermare che possa trattarsi dell’antica sub colonia sibarita, poiché abbiamo una serie di prove, trascurate in passato, che avvalorano le ipotesi fatte in precedenza e che risultano sorprendentemente combacianti».

«In più – prosegue -, sono stati ritrovati tantissimi manufatti. Impressionante anche lo stato di conservazione di alcuni settori di produzione paragonabili solo a quelli rinvenuti a Pompei. Negli ambienti scientifici, fuori dai confini italiani, non si parla d’altro che di tali scoperte. È fondamentale che anche i calabresi si rendano conto della portata di questi ritrovamenti».

Un lavoro di scavo unico, dunque, che speriamo possa proseguire in futuro anche grazie al supporto degli enti e delle istituzioni preposte.

«Ribadiamo – afferma Mariangela Barbato della Sabap di Cosenza - la rilevanza storica di tali scoperte, in continuità con quanto è emerso nelle ultime campagne, partite nel 2019. Questo è importante perché, a seguito di tali scoperte, il sito potrà intraprendere un percorso di riqualificazione e promozione che supporti la nascita di un parco e di un museo. L’istituzione di tutto questo può richiedere del tempo ma è un orizzonte raggiungibile».

Di notevole impatto nella ricerca e fondamentale per la ricostruzione del paesaggio vegetale antico, è anche l’archeobotanica, che rappresenta una branca dell’archeologia sconosciuta ai più. Donatella Novellis, archeologa e archeobotanica coinvolta nelle campagne archeologiche di Santa Gada, ci ha raccontato la particolarità del suo lavoro e come tale figura si inserisce nel contesto di scavo.

«Ciò di cui mi occupo – ha dichiarato Novellis - è processare i resti vegetali (soprattutto legni, carboni, semi, frutti) rinvenuti nel paleosuolo, tramite la flottazione. La carbonizzazione dei resti vegetali che rinveniamo garantisce la conservazione dell’anatomia dei campioni che pertanto risultano determinabili nei taxa di appartenenza. L’azione del fuoco, che ha originato una combustione parzialmente compiuta, ovvero una carbonizzazione, preserva la morfologia dei tessuti, su cui possiamo intervenire e avviare i nostri studi e le nostre ricerche».

«Questi resti – aggiunge - possono dirci molto dell’ambiente vegetale e del consumo di alimenti delle popolazioni che abitavano quei luoghi. Alla luce, poi, della scoperta di materiale cultuale, l’archeobotanica, che in primis informa su paleoambiente e paleoeconomia, può, in base ai contesti di scavo, informare anche su molto altro. In questo caso può fornire dati utili sul legame tra la sfera religiosa e il mondo vegetale».

Ci auguriamo, pertanto, che il lavoro compiuto in questi anni dal gruppo di ricerca venga riconosciuto nella sua importanza e che notizie del genere si diffondano e alimentino la curiosità di quanti abitano il nostro territorio, con la speranza che tali realtà possano godere dei finanziamenti e del supporto necessari al completamento dei lavori di scavo.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

17/09/2023