Ultime notizie
AttualitàFrecciarossa Sibari, da febbraio cambia rotta: non più Bolzano ma Milano-TorinoAttualitàComuni, i conti fragili del Nord-Est: uno su quattro tra dissesto e riequilibrioAttualitàNuovo Ospedale, martedì aprono gli ambulatori. Ma Insiti non apre ancora: il vero countdown comincia adessoTerritorioSuperbugs, l’allarme di Safe 2026: «Non bastano nuovi antibiotici, bisogna governare l’intero processo di cura»PoliticaCaro carburante, Futuro Nazionale si schiera con i presidi: «Agricoltura, pesca e trasporti sono un’unica filiera»PoliticaVerde pubblico, FdI replica ad AVS: «L’ambiente non è una tessera di partito»AttualitàImprese centenarie, oltre la metà opera nell’agroalimentare. Amarelli: «La longevità nasce dall’identità dei territori»AttualitàLaghi di Sibari, Assolaghi porta il dossier al Salone di Genova: «Entrino nella nuova strategia portuale calabrese»PoliticaItalia del Meridione si struttura a Corigliano-Rossano: Ida Sarlo nuova segretaria cittadinaEcoCultPatrizia Di Vico esordisce con Il Benedetto: un romanzo sul dolore che attraversa le generazioniTerritorioEnergia, D’Agostino: «La Calabria guardi ai modelli di Marche, Lazio e Abruzzo e rafforzi gli investimenti sulle rinnovabili»AttualitàFesta dei Nonni in carcere: a Rossano gli affetti familiari superano le sbarre
Tutte
EcoCultCorigliano-Rossano

Bronzi enotri da Rossano e Pietrapaola: due pendagli antichi che svelano la Calabria dell’ottavo secolo avanti Cristo

Grazie a tecnologie avanzate di indagine non distruttiva, sono stati analizzati i due reperti bronzei provenienti dalla necropoli di Bucita e dall'area di Muraglie. Ecco cosa si è scoperto

Bronzi enotri da Rossano e Pietrapaola: due pendagli antichi che svelano la Calabria dell’ottavo secolo avanti Cristo

CORIGLIANO-ROSSANO - Due piccoli oggetti in bronzo, vecchi di quasi tremila anni, ci aiutano oggi a riscoprire una civiltà misteriosa e affascinante: quella degli Enotri, che abitavano la Calabria prima dell’arrivo dei Greci. Grazie all’uso di tecnologie avanzate, infatti, studiosi dell’Università della Calabria e del CNR hanno potuto studiare in profondità questi reperti, rivelando non solo le tecniche con cui sono stati realizzati, ma anche dettagli preziosi sulla società e la religione dell’epoca.

I due pendagli – che raffigurano una coppia uomo-donna abbracciati – provengono da contesti funerari di alto livello: uno è stato trovato a Bucita di Rossano, l’altro a Muraglie di Pietrapaola. Venivano indossati come parte di parures femminili, probabilmente da donne importanti all’interno della comunità.

Per studiarli, i ricercatori hanno utilizzato strumenti di ultima generazione come la microtomografia a raggi X e la microscopia elettronica, tecniche che permettono di "guardare dentro" gli oggetti senza danneggiarli.

I risultati? Il pendaglio di Rossano è un piccolo capolavoro: composto principalmente da rame, mostra una lavorazione molto sofisticata, con dettagli modellati a mano e addirittura due minuscoli fori (di appena 2 mm!) nascosti da incrostazioni, che servivano per appenderlo. Un oggetto simbolico, ma anche pratico.

Quello di Muraglie, invece, è più semplice: realizzato con uno stampo, con una lega ricca di stagno che facilitava la fusione ma lo rendeva fragile. È frutto di una produzione più rapida, probabilmente destinata a un pubblico più ampio, anche se sempre di rango elevato.

Le differenze tra i due pezzi ci raccontano molto: il primo era probabilmente riservato a donne aristocratiche con un ruolo centrale nei riti religiosi; il secondo, invece, a donne di alto rango ma non necessariamente appartenenti all’élite. In entrambi, la figura femminile è raffigurata a destra dell’uomo: un dettaglio che segnala l’importanza sociale e simbolica della donna in quei contesti sacri.

Ma la storia non finisce qui: oggetti simili sono stati trovati non solo in Calabria, ma anche in Sicilia, Basilicata, Campania, e persino nel nord Italia e in Boemia. Questo suggerisce l’esistenza di una rete di scambi tra popoli molto distanti, lungo la cosiddetta "via dell’ambra", che già nell’Età del Ferro collegava il Sud Italia al cuore dell’Europa.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Cultural Heritage, è stato realizzato grazie a un progetto finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, con la partecipazione di vari laboratori e dipartimenti dell’Università della Calabria e del CNR.

Autori: A. Smeriglio, R. Filosa, R. C. Barberi, A. Taliano Grasso, F. Caputo, R. G. Agostino, V. Formoso,

Traces of additive manufacturing in early iron age anthropomorphic pendants

Journal of Cultural Heritage Volume 75, September–October 2025, Pages 291-297

https://doi.org/10.1016/j.culher.2025.07.025

(fonte meraviglie di Calabria)

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

30/09/2025