Ultime notizie
AttualitàFrecciarossa Sibari, da febbraio cambia rotta: non più Bolzano ma Milano-TorinoAttualitàComuni, i conti fragili del Nord-Est: uno su quattro tra dissesto e riequilibrioAttualitàNuovo Ospedale, martedì aprono gli ambulatori. Ma Insiti non apre ancora: il vero countdown comincia adessoTerritorioSuperbugs, l’allarme di Safe 2026: «Non bastano nuovi antibiotici, bisogna governare l’intero processo di cura»PoliticaCaro carburante, Futuro Nazionale si schiera con i presidi: «Agricoltura, pesca e trasporti sono un’unica filiera»PoliticaVerde pubblico, FdI replica ad AVS: «L’ambiente non è una tessera di partito»AttualitàImprese centenarie, oltre la metà opera nell’agroalimentare. Amarelli: «La longevità nasce dall’identità dei territori»AttualitàLaghi di Sibari, Assolaghi porta il dossier al Salone di Genova: «Entrino nella nuova strategia portuale calabrese»PoliticaItalia del Meridione si struttura a Corigliano-Rossano: Ida Sarlo nuova segretaria cittadinaEcoCultPatrizia Di Vico esordisce con Il Benedetto: un romanzo sul dolore che attraversa le generazioniTerritorioEnergia, D’Agostino: «La Calabria guardi ai modelli di Marche, Lazio e Abruzzo e rafforzi gli investimenti sulle rinnovabili»AttualitàFesta dei Nonni in carcere: a Rossano gli affetti familiari superano le sbarre
Tutte
EcoCultCorigliano-Rossano

“Caro Novecento”, la lezione che attraversa il tempo: Mercogliano riporta al centro il secolo delle contraddizioni

Dal testo adottato nei licei alla riflessione civile: il direttore dell’Università Popolare Rossanese rilancia il valore della cultura come chiave per leggere passato e presente

“Caro Novecento”, la lezione che attraversa il tempo: Mercogliano riporta al centro il secolo delle contraddizioni

CORIGLIANO-ROSSANO - Il Novecento, il secolo breve e allo stesso tempo il secolo lunghissimo dove si sono concentrati millenni di evoluzione umana. Un secolo che va oltre lo spazio-tempo. È una ferita, una costruzione, una contraddizione permanente. È il tempo in cui tutto cambia e, allo stesso tempo, tutto si rompe. È il perimetro dentro al quale si potrebbe riassumere l'intera storia dell'umanità. È da qui che parte “Caro Novecento”, il lavoro di Gennaro Mercogliano, oggi riproposto come chiave di lettura non solo storica ma profondamente attuale.

Un testo nato nel 1990 e pubblicato dall’editore Lacaita di Manduria, adottato negli anni nei licei come introduzione allo studio del secolo scorso, che oggi torna a parlare con sorprendente lucidità. Non un manuale, ma una riflessione culturale che attraversa letteratura, arte e pensiero, mettendo al centro il ruolo degli intellettuali e della cultura nella costruzione della storia.

«Il Novecento è il secolo, a noi caro, dei grandi mutamenti», scrive Mercogliano. Un secolo che «costruì distruggendo e distruggendo se stesso», segnato da ideologie che si affermano, si scontrano e infine tramontano. Un tempo breve, ma densissimo, capace di produrre progresso e tragedia, visione e conflitto.

Ma ciò che rende questo lavoro ancora oggi rilevante è lo sguardo sul presente. Perché il secolo che viviamo – suggerisce l’autore – appare diverso, meno acceso, quasi svuotato di quella tensione vitale che caratterizzava il Novecento. «I secoli che verranno paiono il riflesso di una pallida luce lunare», scrive, restituendo l’immagine di una contemporaneità più veloce ma forse più fredda, più connessa ma meno intensa.

Al centro della riflessione c’è il ruolo dei “maestri”, degli intellettuali. Figure che «invigilano», che osservano i cambiamenti, che talvolta intervengono, ma che spesso restano ai margini delle rivoluzioni. Non per disinteresse, ma per una distanza critica che li porta a non confondersi con il rumore degli eventi.

È una visione che richiama direttamente il grande dibattito novecentesco sul rapporto tra cultura e politica, tra pensiero e azione. E che trova una sintesi efficace nel riferimento a Francesco De Sanctis, simbolo di un intellettuale capace di scendere “sulle barricate”, di non limitarsi a osservare ma di partecipare.

Mercogliano, oggi direttore dell’Università Popolare Rossanese, che ha raccolto l'immensa eredità del padre del '900 locale, il preside Giovanni Sapia, rilancia così una riflessione che va oltre il testo. È un invito a rileggere il Novecento non come un capitolo chiuso, ma come una chiave per comprendere il presente. Perché molte delle contraddizioni di allora – le tensioni sociali, i conflitti ideologici, il ruolo della cultura – non sono scomparse. Si sono trasformate.

E proprio per questo, iniziative come quelle dell’Università Popolare assumono un valore ancora più significativo. Non solo luoghi di formazione, ma spazi di pensiero critico, capaci di tenere viva una tradizione culturale che rischia altrimenti di disperdersi.

“Caro Novecento” diventa così molto più di un testo scolastico. È una lente. Un modo per guardare indietro e capire dove siamo oggi. E, forse, per interrogarsi su ciò che stiamo diventando.

photo credits: Francesco Verardi

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

19/04/2026