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Il docente UniCal Luciano Romito al convegno nazionale sulle intercettazioni

L’evento ha rappresentato un momento di confronto di alto livello e un passo significativo verso una maggiore consapevolezza scientifica nell’uso della prova linguistica nei procedimenti penali

Il docente UniCal Luciano Romito al convegno nazionale sulle intercettazioni

ROMA - Si è svolto nei giorni scorsi, presso la Sala Consiliare “G. Fregosi” di Palazzo Valentini a Roma, l’incontro “Le parole della mafia”, organizzato dalla Commissione sulla Linguistica giudiziaria della Camera Penale di Roma. L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell’avvocatura, della magistratura, dell’accademia e della società civile, creando un dialogo raro e prezioso su un tema che tocca direttamente la qualità della giustizia.

Dopo i saluti istituzionali dell’Avv. Cristina Michetelli, Consigliera delegata al Bilancio e al Patrimonio della Città Metropolitana di Roma Capitale, e dell’Avv. Giuseppe Belcastro, Presidente della Camera Penale di Roma, i lavori sono stati moderati dall’Avv. Roberto Staro, componente della Commissione sulla Linguistica giudiziaria.

Tra i relatori, il Consigliere Dott. Alfonso Sabella, magistrato del Tribunale ordinario di Roma e già Pubblico Ministero a Palermo negli anni più duri della lotta alla mafia, ha portato la sua esperienza diretta sul tema delle trascrizioni e dei brogliacci. Il Prof. Luciano Romito, ordinario di Glottologia e Linguistica e coordinatore nazionale dell’Osservatorio sulla Linguistica Forense, ha illustrato lo stato dell’arte della disciplina in Italia, evidenziando il divario tra le conoscenze scientifiche consolidate e le prassi applicate nei tribunali. L’Avv. Iacopo Benevieri, Responsabile della Commissione sulla Linguistica giudiziaria dell’U.C.P.I., ha delineato le prospettive evolutive e la necessità di linee guida nazionali. Ha partecipato anche Valeria Grasso, vittima di mafia e autrice di “Mafia. Una donna contro”, portando la voce della società civile.

L’incontro ha messo in luce come intercettazioni, interpretazione del parlato, dialetti e forme di comunicazione mafiosa richiedano competenze altamente specialistiche. È emersa con forza la distinzione tra la scienza — che opera nelle università e nei centri di ricerca attraverso metodologie rigorose — e la pseudoscienza che talvolta trova spazio nelle aule giudiziarie, dove la trascrizione viene ancora considerata una mera “trasposizione grafica” del suono, ignorando aspetti fondamentali come intonazione, prosodia, pause e interazione.

Tutti i relatori hanno sottolineato l’urgenza di riconoscere la figura professionale del perito trascrittore e dell’esperto linguista forense, oggi inesistente nel panorama normativo italiano. Solo competenze certificate e protocolli condivisi possono garantire la credibilità probatoria delle trascrizioni, tutelare tutte le parti processuali e mettere la scienza al servizio della giustizia.

Sono stati individuati alcuni passaggi fondamentali: promuovere una cultura scientifica tra gli operatori del diritto, affinché la linguistica forense sia compresa nelle sue reali potenzialità e nei suoi limiti; riconoscere il ruolo degli esperti linguisti forensi, istituendo una figura professionale e adottando protocolli che garantiscano la validità epistemologica delle attività peritali; riformare le modalità di iscrizione all’albo dei periti, introducendo una certificazione di competenza linguistica per chi si occupa di trascrizioni o identificazioni del parlante; favorire, come conseguenza di queste riforme, la creazione di percorsi universitari professionalizzanti in linguistica forense; ricordare che non si tratta di un tema astratto, ma di una sfida concreta che riguarda la qualità della giustizia, la tutela dei diritti e la credibilità delle prove.

L’evento, in corso di accreditamento per la formazione continua, ha rappresentato un momento di confronto di alto livello e un passo significativo verso una maggiore consapevolezza scientifica nell’uso della prova linguistica nei procedimenti penali.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

14/04/2026