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A Vaccarizzo la Grande Guerra raccontata dai prigionieri: Ferraro porta a Vakarici le voci dimenticate dei campi

Sabato 11 luglio nella Chiesa del Rosario, il Salotto Diffuso d’Estate ospita la presentazione di “Giornali prigionieri”, il volume di Giuseppe Ferraro dedicato alla stampa realizzata dai soldati ital

A Vaccarizzo la Grande Guerra raccontata dai prigionieri: Ferraro porta a Vakarici le voci dimenticate dei campi

VACCARIZZO ALBANESE – La guerra non si racconta solo dalle trincee. Esiste un’altra memoria, più silenziosa e meno frequentata, che passa attraverso i fogli scritti nei campi di prigionia, tra nostalgia, fame, attese e bisogno di restare umani. È da questa frontiera della storia che arriva “Giornali prigionieri – La stampa di prigionia durante la Grande Guerra”, il volume di Giuseppe Ferraro che sarà presentato sabato 11 luglio alle ore 19, nella Chiesa del Rosario di Vaccarizzo Albanese, nell’ambito della dodicesima edizione di Vakarici – Il Salotto Diffuso d’Estate.

L’appuntamento porta dentro il cartellone culturale estivo del centro arbëreshë un tema che raramente trova spazio nel racconto pubblico della Prima guerra mondiale: la produzione giornalistica dei soldati italiani finiti nei campi di prigionia dell’Impero austro-ungarico e della Germania. Un materiale che, se non recuperato e studiato, rischia di scomparire dentro una memoria di guerra spesso schiacciata sui grandi eventi militari e sui racconti ufficiali.

A richiamare il valore dell’iniziativa è il sindaco Antonio Pomillo, che parla di un contributo importante per riportare alla luce aspetti della vita dei prigionieri italiani che non trovano spazio nei libri di scuola ma che risultano fondamentali per comprendere il volto umano del conflitto. Ed è proprio qui che il volume di Ferraro, direttore dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Comitato provinciale di Cosenza, prova a colmare un vuoto, restituendo alle nuove generazioni un patrimonio di testimonianze che altrimenti rischierebbe di essere consegnato all’oblio.

Durante la Grande Guerra, furono circa seicentomila i soldati italiani internati nei campi austro-ungarici e tedeschi. Una massa di uomini costretti a vivere una quotidianità fatta di appelli, pasti comuni, isolamento e rare uscite, in una condizione di sospensione che non era più fronte ma nemmeno ritorno. Dentro quella dimensione, molti prigionieri cercarono di ricostruire pezzi di normalità attraverso il teatro, la musica, i giochi, lo studio, la lettura e, appunto, il giornalismo. È da lì che nascono i giornali di prigionia, fogli compilati a mano, illustrati, ciclostilati o stampati, che diventano insieme rifugio, testimonianza e spazio di resistenza psicologica.

A differenza dei giornali di trincea, spesso piegati alla propaganda patriottica e alle esigenze della mobilitazione bellica, i giornali prigionieri raccontano la guerra da un altro punto di vista: quello delle sue conseguenze, della stanchezza, della nostalgia, del desiderio di pace, della lontananza da casa. Nei loro testi affiorano non solo elementi storici e sociali, ma anche la dimensione più intima della prigionia: la paura, il tedio, il bisogno di conservare una dignità e una voce dentro l’inferno dei campi.

Il libro, edito da Donzelli, si muove proprio dentro questa materia, ricostruendo i giornali di prigionia come un originale laboratorio umano e culturale e accompagnando l’analisi con un apparato iconografico che arricchisce il lavoro di ricerca. Il risultato è uno sguardo che sposta il racconto della guerra fuori dagli schemi più battuti e prova a interrogare ciò che accade quando il conflitto smette di essere solo battaglia e diventa attesa, isolamento, sopravvivenza.

La presentazione di Vaccarizzo si aprirà con i saluti del sindaco Pomillo, del presidente del Consiglio comunale e delegato alla Cultura Francesco Godino e del parroco Papàs Elia Hagi. A dialogare con l’autore sarà Donatella Novellis, docente e socia corrispondente ISRI, mentre il divulgatore culturale e docente di materie letterarie Giuseppe De Rosis accompagnerà l’incontro con incursioni storico-letterarie.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

10/07/2026