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Il Corsivo

Caro Salvini, abbiamo un’arsura atavica di infrastrutture… ma questo lo sai bene

Dal nuovo Ministro delle Infrastrutture, che ha girato in lungo e in largo la Calabria, che ha detto di tutto e di più su SS106, ferrovia e grandi opere ci aspettiamo un impegno concreto: innanzitutto

Caro Salvini, abbiamo un’arsura atavica di infrastrutture… ma questo lo sai bene

E ora la prova del nove. Dalle parole (tante, tantissime) ai fatti. Matteo Salvini è il nuovo Ministro delle Infrastrutture del Governo Meloni. Benissimo. Da calabresi ne siamo non felici, di più… al settimo cielo. Anche perché, se solo ogni parola spesa dal capo del Carroccio per descrivere le condizioni vergognose in cui versa la Calabria sul piano delle infrastrutture (soprattutto il versante orientale) valesse un euro, potremmo stare tranquilli che avremmo soldi a iosa per rifare strade, ferrovie e servizi e nuove e addirittura d’oro.

Non vorremmo essere come il caro, vecchio “Zio Silvio” quando nel 2018 all’uscita dal Quirinale ricordava a Salvini i punti programmatici con una indimenticabile mimica delle dita: uno, due, tre, quattro, cinque… ma fa bene alla memoria – di tutti - rammentare gli impegni che il leader leghista ha assunto in questa martoriata (e sempre buggerata) terra calabra.

Ecco, allora, ci accontenteremmo anche solo di avere una Statale 106 moderna e sicura, un binario elettrificato, una rete di servizi idraulici efficiente, un sistema portuale che funzioni e spinga l’economia e di una rete logistica e di servizi efficiente. Insomma, niente di meno – ma nemmeno di più – di quello che hanno altre regioni del meridione (manco del nord!).

Nella Calabria del nord-est e, più in generale, su tutto l’arco jonico calabrese non vogliamo strade a tre corsie, treni supersonici, supermegagalattiche invenzioni strutturali. Vogliamo servizi normali per sentirci, anche noi, Italiani. Ad esempio ci piacerebbe il Ponte sullo Stretto ma crediamo sia del tutto insignificante, ingiustificato, non prioritario se pensiamo che per collegare Crotone all’innesto con la A2 a Sibari (poco più di 100km) si impieghi quasi lo stesso tempo che occorre per fare Sibari-Roma. Assurdo, vero? Ma reale, cruentemente reale, anzi surreale!

C’è di più, molto di più. Se si pensa che l’unico treno a lunga percorrenza sul versante orientale è un Frecciargento, comodissimo ma non per le tasche di tutti. Non ci sono più treni notturni, non ci sono più treni a lunga percorrenza. “Eh ma non c’è utenza!” disse, implacabile, un dirigente di Ferrovie dello Stato qualche mese rispondendo a una specifica domanda sul punto. “Eh piacere!” – se i cittadini sono stati disabituati a prendere il treno, perché i treni negli ultimi 20 anni sono stati tutti eliminati ad appannaggio delle belle livree fiammeggianti dei bus di linea è normale che non ci sia “utenza”.

O ancora, è una cosa normale che il comandante di una nave peschereccia di una delle più importanti, storiche e grandi marinerie del Mediterraneo, quella di Schiavonea, per fare manutenzione ordinaria (e obbligatoria) al suo battello debba affrontare giorni di viaggio in mare aperto per raggiungere un cantiere nell’alto Adriatico? E questo solo perché non si è riusciti per 20 anni a sbloccare una stazione di alaggio e varo che c’è e sarebbe stata subito funzionante all’interno del porto di Corigliano-Rossano?

Sono tutte cose normali ma assurdamente assenti! Allora a Matteo Salvini e ad uno dei suoi fedelissimi come Domenico Furgiuele, eletto proprio nel difficile e complesso collegio Jonico, chiediamo solamente di mantenere gli impegni che lui stesso ha assunto sui palchi, nelle piazze, sulle tavolate delle cene sociali, nei gazebo calabresi. Solo questo.

Nota a margine, tra mille parentesi… Non c’è un prima e sicuramente al momento non c’è un poi. Soprattutto sulla questione della Statale 106. Qui nessuno è esente da colpe, fino ad oggi. Su questa strada si viaggia da eroi e si muore da vittime dello Stato. Da sempre. Nonostante si sia andati vicini, vicinissimi nella scorsa legislatura “Conte-Conte-Draghi-Draghi” ad un progetto che potesse accontentare un po’ tutti. Non si è arrivati a nulla. Un po’ perché il nostro territorio è bravissimo a martellarsi da solo i “cabbasisi” come avrebbe detto Cammilleri; un po’ perché siamo afflitti dal male atavico di tutelare gli interessi di pochi invece che gli interessi di tutti (reminiscenze gattopardesche); un po’ perché la Politica con a capo il Movimento 5 Stelle che ha sponsorizzato prima di tutti questo progetto non ha saputo dare quel doveroso pressur alla vicenda pensando che fossero arrivati “belli belli” con un tracciato pronto e quindi giusto per tutti. La politica è un’altra cosa!

Ma è tempo di guardare avanti. È il tempo dei patrioti pronti – dice la Meloni. Ed il primo segnale, allora, che il nuovo Ministro delle Infrastrutture del nuovo governo di Destra-Centro dovrebbe dare in questo senso sta nel confermare quei tre miliardi di euro “ballerini” chiesti con risolutezza dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per procedere all’ammodernamento della Statale 106 nel tratto Sibari-Crotone-Catanzaro. È una prova di lealtà nei confronti di un territorio che ha riversato fiducia in Matteo Salvini e nei suoi uomini.

Nella Calabria del nord-est abbiamo un’arsura atavica di infrastrutture… è giunto il momento di alleviare questa sete.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

22/10/2022