Ultime notizie
AttualitàFrecciarossa Sibari, da febbraio cambia rotta: non più Bolzano ma Milano-TorinoAttualitàComuni, i conti fragili del Nord-Est: uno su quattro tra dissesto e riequilibrioAttualitàNuovo Ospedale, martedì aprono gli ambulatori. Ma Insiti non apre ancora: il vero countdown comincia adessoTerritorioSuperbugs, l’allarme di Safe 2026: «Non bastano nuovi antibiotici, bisogna governare l’intero processo di cura»PoliticaCaro carburante, Futuro Nazionale si schiera con i presidi: «Agricoltura, pesca e trasporti sono un’unica filiera»PoliticaVerde pubblico, FdI replica ad AVS: «L’ambiente non è una tessera di partito»AttualitàImprese centenarie, oltre la metà opera nell’agroalimentare. Amarelli: «La longevità nasce dall’identità dei territori»AttualitàLaghi di Sibari, Assolaghi porta il dossier al Salone di Genova: «Entrino nella nuova strategia portuale calabrese»PoliticaItalia del Meridione si struttura a Corigliano-Rossano: Ida Sarlo nuova segretaria cittadinaEcoCultPatrizia Di Vico esordisce con Il Benedetto: un romanzo sul dolore che attraversa le generazioniTerritorioEnergia, D’Agostino: «La Calabria guardi ai modelli di Marche, Lazio e Abruzzo e rafforzi gli investimenti sulle rinnovabili»AttualitàFesta dei Nonni in carcere: a Rossano gli affetti familiari superano le sbarre
Tutte
Il Corsivo

Una polpetta ha acceso la città

Basta un piccolo gesto per rivelare una verità enorme: i centri storici non sono morti, sono solo in attesa di qualcuno che li risvegli. Rossano alta lo ha dimostrato con l'evento di Voci in Coro: un’

Una polpetta ha acceso la città

Pruppetish! Lo diciamo da sempre ma ogni volta che lo ripetiamo ci sembra sempre più evidente: basterebbe davvero poco per riaccendere la scintilla di vita nei nostri centri storici.

I numeri, d’altronde, sono lì a ricordarcelo senza pietà: in quattro decenni, soprattutto il centro storico di Rossano – che sconta una distanza fisica e psicologica dal suo stesso “scalo” – ha perso pezzi interi della propria demografia. Prima l’ospedale negli anni Ottanta, poi il tribunale nel decennio scorso, e insieme ai servizi se ne sono andate intere famiglie, attività, abitudini, ritmi di vita.

È l’immagine di un pendio discendente imboccato lentamente, e poi diventato inesorabile: chiudono servizi, si spengono luci, la gente si sposta altrove. E i due centri storici, Corigliano e Rossano, restano così: staccati, sospesi, quasi “altri” rispetto alla città commerciale e moderna che corre giù a valle e che già soffre di per sé i drammi della crisi e del calo demografico.

E qui arriva il paradosso, quello che fa più male: stiamo parlando di due città d’arte, due centri urbani che qualunque altra realtà d’Italia ci invidierebbe (altro che città più brutta d'Italia!).

Corigliano con il suo castello che domina tutto e quel borgo che gli si stringe attorno come un abbraccio; Rossano con la Cattedrale, i monumenti bizantini, quel patrimonio di quasi 250 palazzi gentilizi che da solo basterebbe a costruire un brand culturale internazionale. Eppure tutto rimane sostanzialmente fermo. Morto. Come se nessuno avesse mai provato davvero a ridare un’identità nuova a questi luoghi.

E invece – ed è qui che casca l’asino – basterebbe poco. Ma davvero poco.

L’altra sera è successo qualcosa che dovrebbe farci riflettere. È bastata una festa della polpetta di melanzane. Sì, una polpetta – per giunta fuori stagione, perché l’evento vero, quello originale di settembre, era saltato per maltempo.

Una polpetta e la caparbietà di un’associazione, Voci in Coro, per riportare vita, risate, odori, passi, rumore umano nel centro storico. Rossano alta si è riempita. È tornata a essere città, piazza, comunità.

Ora, intendiamoci: il food funziona sempre, e questo lo sappiamo. Ma non è stato solo quello. È stata quella voglia inimmaginabile di socialità che – vivaddio – ancora alberga nelle persone. È la prova che la comunità esiste, è viva, ha solo bisogno di una scintilla per riaccendersi.

Allora la domanda è semplice: quanto difficile è replicare questo meccanismo? Quanto difficile è organizzare ogni fine settimana un’iniziativa – non dico grandiosa, ma semplicemente viva?

Che sia la polpetta o lo scorateddo, un mercatino o una piccola sagra, un evento culturale o uno spettacolo di strada, qualsiasi cosa che rimetta al centro la missione e il talento delle decine e decine di associazioni che questo territorio lo tengono in piedi, spesso in silenzio, sempre con passione.

La verità è che non ci vorrebbe molto.

Forse basterebbe il costo di uno solo dei grandi concerti – quelli che amiamo tutti, per carità – spalmato in modo intelligente lungo un anno intero. Basterebbe un minimo di sostegno economico, logistico, organizzativo, per dare continuità a un calendario diffuso e popolare.

E innescare così un processo virtuoso capace non solo di rivitalizzare i centri storici, ma di ridare fiato al commercio. Perché se le attività di Corigliano e Rossano alte lavorassero anche solo due volte a settimana, lavorassero davvero… sarebbe già una rivoluzione rispetto al silenzio drammatico che vivono oggi. E qui torna in gioco il ruolo delle Pro Loco che dovrebbero, anche loro, prodigarsi - forse più di quanto già fanno - a promuovere e sostenere eventi meno di nicchia e anche meno giganteschi e più nazional-popolari.

E allora sì, torniamo al punto di partenza: basterebbe poco.

Basterebbe davvero pochissimo per invertire la rotta, per riscrivere la narrazione, per far tornare Corigliano e Rossano ad essere ciò che sono sempre state: città vive. Non musei decadenti a cielo aperto, non cartoline ingiallite, ma luoghi abitati, respirati, vissuti.

Una polpetta ci ha mostrato la strada. Adesso, forse, è il momento di smettere di dirci che è impossibile. E cominciare a farlo davvero. - scrivimi a direttore@ecodellojonio.it

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

08/12/2025