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Il Corsivo

Ammassati come le bestie: di chi è la colpa?

I blitz e le espulsioni delle ultime ore raccontano una verità scomoda: il degrado non è solo emergenza di ordine pubblico, ma un affare costruito sulla disperazione, con responsabilità che partono an

Ammassati come le bestie: di chi è la colpa?

C’è una parola che manca quasi sempre quando parliamo - in questi tempi - di Schiavonea, di Corigliano, di Rossano, di degrado e di sicurezza. Ed è una parola scomoda: responsabilità.

Perché quello che le forze dell’ordine – sotto il coordinamento della Procura di Castrovillari – hanno documentato, ancora una volta, con i fatti non è un’emergenza improvvisa, né un problema “importato”. È un sistema che abbiamo lasciato crescere. E in alcuni casi, diciamolo senza giri di parole, che abbiamo alimentato. Di cui siamo tacitamente responsabili.

Appartamenti fatiscenti. Garage trasformati in dormitori. Uomini ammassati come bestie o - meglio - come carne da macello, senza riscaldamento, senza dignità, senza diritti, addirittura con la tazza del cesso nella doccia. Vergogna... vergogniamoci. Perché questo non è solo un degrado silente nascosto negli appartamenti dei nuovi schiavi. È business. È nuova schiavitù.

E non ci siamo nemmeno fermati al dramma del caporalato. Siamo stati capaci di andare oltre senza nemmeno avere l'onore di difendere la nostra identità, la nostra dignità. No, perché poi c'è tutto quello che accade prima e dopo i campi: l’alloggio, la “sistemazione”, l’affitto a nero. Un’economia parallela che lucra sulla pelle di questi poveri disgraziati e prospera anche sulla maggior parte dei cittadini onesti. E tutto questo ha un nome preciso: speculazione sulla disperazione.

Qui non c’è solo un'invasione di popoli, per dirla alla Kalergi. Qui c’è chi apre le porte e "accoglie" – per soldi. Qui c’è chi affitta – per soldi. Qui c’è chi chiude gli occhi – per convenienza. E ora ne abbiamo pure la prova provata.

Poi però, puntuale, arriva la protesta. Arriva l’invocazione alla sicurezza. Arriva la richiesta dell’esercito, dei controlli, delle espulsioni. Tutto legittimo, per carità. Ma tardivo e ipocrita se non accompagniamo queste richieste con una domanda semplice: chi ha guadagnato finora da questo caos?

Perché il degrado non nasce da solo: qualcuno lo rende possibile e conveniente.

E allora forse, prima di chiedere più pattuglie, dovremmo essere meno venali ed eticamente più corretti. Prima di gridare all’insicurezza, dovremmo chiedere più legalità anche dentro casa nostra. Prima di indignarci e avere meno tolleranza verso chi fa cassa sulla pelle degli stranieri e poi si lamenta che ad una certa ora del giorno c'è il coprifuoco.

L'ultima operazione dei Carabinieri non racconta solo una serie di reati ma di un degrado che spesso abbiamo permesso anche vestendoci da imbonitori ipocriti. Abbiamo il coraggio di protestare anche per questo?

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

05/02/2026