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Il Corsivo

Il tribunale dei (non) lettori

Prima si marchia, poi forse si legge. Ma una società che giudica per appartenenza e non per contenuto ha già smesso di pensare

Il tribunale dei (non) lettori

Di recente, il noto cantautore Enrico Ruggeri ha pubblicato sul proprio profilo un video in cui si esprime a favore di un libro intitolato “USURPATIO”, edito da PASSAGGIO AL BOSCO.

Molteplici commenti hanno criticato il video, attaccandolo per aver “osato” pubblicizzare un libro di una casa editrice scomoda e non conforme, senza entrare nel merito della pubblicazione, che probabilmente non hanno letto integralmente. Gli attacchi sui social si sono concentrati sulla tipicità dei testi pubblicati dalla casa editrice, facendo riferimento in modo pretestuoso alla loro appartenenza ideologica. Anche alle nostre latitudini, non mi è sfuggito che il malcostume di parlare secondo schemi precostituiti sia ormai una caratteristica consolidata.

Se è vero che i social danno spazio a tutti e a tutto, senza filtri preventivi, è altrettanto vero che il fenomeno moderno dei tuttologi da tastiera è una delle cose più di cattivo gusto che possano esserci. Nel caso in questione, inutile negarlo, appare ben marcato l’odio politico che tali “esperti” usano per attribuire al noto cantautore una specifica etichetta politica.

Purtroppo, per nefasta consuetudine, ci siamo abituati ad accettare tale scorretto modus operandi. Invece dovremmo indignarci e agire responsabilmente; intervenire nel dibattito e mettere i tuttologi dei social con le spalle al muro della loro superficialità e pochezza. Contestare e criticare un libro attribuendogli pensieri e parole non espresse nel testo, senza prima averlo letto, è esempio lampante di superficialità.

Eppure, come detto, giornalmente siamo invasi da questo meccanismo perverso e isterico, e gli esempi sono svariati. Si raccolgono firme per impedire a una casa editrice di partecipare a un festival del libro; si contesta un personaggio politico perché si permette di avere gusti musicali che non dovrebbe “osare” avere; si critica un musicista ancor prima di salire su un palco perché gli si attribuisce un’etichetta ideologica non condivisa. Pedagogicamente si insegna a evitare gli stereotipi perché fuorvianti, eppure spesso persino gli educatori locali cadono nella trappola dell’opinionismo da tastiera. Ciò chiarisce un antico equivoco: l’istruzione non va di pari passo con la cultura, perché quest’ultima deve possedere sensibilità e apertura mentale che permettono di approcciarsi a tutto ciò che è lontano da noi.

La linea di confine da tracciare è questa: trovare il coraggio di dissentire dal mainstream, nutrendo la propria voce con letture sostanziate che irrompono nei pregiudizi. Ulteriormente, approfondire le ragioni dell’altro per apprezzarne le differenze e coltivare la curiosità di esplorare nuovi confini.

Lo auspico anche per gli intellettuali della nostra città, ai quali mi unisco negli interventi pubblici, per prendere la parola nel silenzio della massa inerte e remissiva e contestare ciò che viene espresso in modo illogico secondo schemi precostituiti.

di Francesco Russo

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

03/09/2026