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Graziella Algieri: «I sindaci, l'Anas e la prefettura possono dire basta a nuove vittime sulla Ss106»

«Questo tratto della Strada statale 106 ha mietuto più morti del ponte di Genova, eppure il ponte è stato rifatto in pochissimo tempo. È inaccettabile che in Calabria la vita valga di meno»

Graziella Algieri: «I sindaci, l'Anas e la prefettura possono dire basta a nuove vittime sulla Ss106»

CORIGLIANO-ROSSANO - Un'estate rovente che ha portato via tra luglio e agosto cinque giovanissimi figli della nostra terra. Tutti loro hanno perso la vita sulla cosiddetta strada della morte, la ss 106 bis, una strada che da anni è in attesa di essere posta in sicurezza.

Allargata mezzo secolo fa per diventare una superstrada, nel tempo è stata soffocata dallo sviluppo urbano di Corigliano e Rossano.

Così si è riempita di incroci a raso con pericolose svolte a sinistra, accessi da proprietà laterali e altri “inciampi” per chi continua ad affrontarla come se fosse una superstrada.

L’Anas deve concordare, con i Comuni e la Prefettura, accorgimenti a basso costo per far sì che il traffico scorra come su una buona strada urbana: ridisegnare la segnaletica orizzontale per avere una corsia stretta per ogni senso di marcia, cui si aggiungano corsie per chi deve girare a sinistra e immettersi da altre strade o proprietà e rotatorie in corrispondenza degli incroci principali.

Il tutto completato da cordoli, zebrature e vigilanza di polizia per prevenire manovre proibite e convincere gli utenti che se si rispettano le regole si riesce a percorrere questo tratto urbano a 50 km/h costanti in piena sicurezza, impiegando lo stesso tempo attualmente necessario, risparmiando vite e pure carburante, rispettando l’ambiente. Infatti, nelle condizioni di traffico attuali, sorpassi e accelerazioni sono inutili: dopo pochi metri si deve comunque frenare. Soprattutto in estate, quando il traffico triplica. Anche per la presenza di tanti nostri giovani, diretti verso il mare e i luoghi di divertimento. Sono loro e le loro famiglie che in queste settimane hanno pagato il prezzo più alto per i tragici incidenti accaduti. Dobbiamo salvarli.

La collettività, i sindaci di tutti i comuni della fascia Jonica, insieme a tutti i parlamentari del territorio - ben 4 - dovrebbero far sentire la loro voce al Governo e chiedere conto sulla sicurezza della ss 106 che da 15 anni è oggetto di discussione ma senza far seguire i fatti, basti pensare che il ponte di Genova è stato ricostruito in circa due anni.

Questo tratto della ss 106, che ha mietuto più morti del ponte di Genova, è da decenni in attesa di interventi.

Insieme tutti, tutti i sindaci della fascia Jonica con i cittadini, dovremmo chiedere, ora, l'immediato avvio dei lavori di sicurezza della ss 106: dobbiamo tutti dire basta!

Non vogliamo più piangere, né vedere piangere le madri per la morte drammatica di giovani che appartengono alla nostra terra.

Non è giusto che in Calabria la vita valga di meno.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

16/08/2021