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«Contro di noi odio e indifferenza». Co-Ro Domani passa all’opposizione

Si chiude così, malinconicamente, la crisi di governo a Corigliano-Rossano. Dopo il golpe (non riuscito) contro Stasi i “malpancisti” se ne vanno con un pugno di mosche in mano. Ma gli equilibri della

«Contro di noi odio e indifferenza». Co-Ro Domani passa all’opposizione

CORIGLIANO-ROSSANO - “Malinconia d’ottobre, per tutto quello che non ho…” ci stanno tutti i versi di Lucio Dalla per descrivere lo stato d’animo (quantomeno quello politico) di chi aveva provato ad ordire un golpe ai danni del colonnello Stasi e alla fine è rimasto con un pugno di mosche in mano. Non ci sono riusciti. Sono partiti in quattro (in sei se si contano anche l’ex vicesindaco Malavolta e l’ex assessore Palermo) e sono tornati in tre: troppo pochi per mettere in difficoltà la Maggioranza che ora si trova sì risicata ma nel numero adeguato – almeno per il momento – per continuare a reggere in piede l’elefantiaca Amministrazione comunale. Ci hanno provato Salimbeni, Gammetta e Cassano, da soli e forse peccando di strategia. L’obiettivo era mettere alle corde il primo cittadino portandolo a desistere dalle sue posizioni, ritenute (da loro che lo avevano sostenuto e difeso fino alla sera prima) troppo egocentriche e, quindi, “rossanocentriche”. E tutto questo avveniva mentre l’opposizione, quella decretata dalle urne, rimaneva ad osservare la piccola Waterloo di Corigliano-Rossano Domani senza batter ciglio e anche con quel sorrisino sornione, sotto i baffi.

«In queste settimane – scrivono ora i “malpancisti” della scissione - non abbiamo avuto alcun confronto con il Sindaco e con il resto della maggioranza, salvo una riunione (chiesta da noi) di poco più di un’ora nella quale abbiamo registrato un atteggiamento per nulla teso al dialogo da parte del primo cittadino e dei suoi più intimi Consiglieri. Volevamo parlare di contenuti e di futuro, abbiamo invece trovato un muro di indifferenza ed odio ed un interesse, quasi ossessivo, di alcuni nel vedere finalmente fuori dal progetto Stasi il nostro movimento».

E poi ritorna, come un vecchio evergreen, il tormento (più che il tormentone) sul gioco di potere. «Come previsto - scrivono ancora Salimbeni, Gammetta e Cassano in compagnia di Malavolta e Palermo - alla base di tutto c’era un semplice gioco di poltrone, che a noi, come già annunciato e a più riprese, non è mai interessato: preferiamo rimanere senza assessori ma con la dignità di un movimento che non si è piegato e che non ha anteposto i propri interessi agli interessi della Città nel suo insieme». Lo dicono nel mentre c’è chi è pronto a giurare che qualche appetito non soddisfatto ci sia pure da quest’altra parte mentre c’è uno Stasi che viene dipinto come la Gioconda nella teca del Louvre: imperturbabile, impassibile nella sua posa e intoccabile: «il problema centrale ed endemico – scrivono - è l’impermeabilità del Sindaco al confronto».

Confronto che sarebbe mancato persino sulla nuova Giunta, varata con il criterio «dell’accondiscendenza» senza pensare al bene della Città, e sulla quale arriva secca dai “malpancisti” una profezia/maledizione: «questa condizione non durerà a lungo».

Cosa succede ora? Certamente, nel chiedere scusa alla Città «per aver determinato l'elezione di un Sindaco che ha dimostrato inaccettabile disinteresse per la Città Unica e per le istanze della nostra comunità» il prossimo passaggio sarà quello di passare a riempire le fila dell’opposizione che a questo punto andrebbe quasi a patteggiare i conti con un 12 a 13 che appena due mesi fa sarebbe stato impensabile.

È chiusa la partita? Assolutamente no. Perché gli equilibri di maggioranza, quelli che servono a tenere in piedi l’Atlantide di Stasi, sembrerebbero tutt’altro che definiti. Non è un mistero, infatti, che il sindaco sia ancora a lavoro per tentare un ampliamento della sua maggioranza, magari guardando al Pd (e non è un caso che sia rimasta vacante una casella nella squadra di giunta). E questo perché se è vero, da un lato, che 13 persone (primo cittadino compreso) sono sufficienti per mandare avanti l’azione dell’esecutivo, dall’altro le insofferenze sono sempre in agguato. La composizione della nuova giunta ha sicuramente lasciato l’amaro in bocca a qualcuno dei componenti dell’emiciclo civico e benché al momento pare non ci siano rivendicazioni di sorta, non è escluso che non possano esserci nel prossimo futuro. Soprattutto quando si inizieranno a definire gli obiettivi reali a cui potrà ambire Stasi, ancor prima delle sue ambizioni. L’armonia ritrovata nella maggioranza pare sia un buon segno… ma l’amore è mentitore e quando è finito non lo sai!

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

07/10/2021