Ultime notizie
AttualitàFrecciarossa Sibari, da febbraio cambia rotta: non più Bolzano ma Milano-TorinoAttualitàComuni, i conti fragili del Nord-Est: uno su quattro tra dissesto e riequilibrioAttualitàNuovo Ospedale, martedì aprono gli ambulatori. Ma Insiti non apre ancora: il vero countdown comincia adessoTerritorioSuperbugs, l’allarme di Safe 2026: «Non bastano nuovi antibiotici, bisogna governare l’intero processo di cura»PoliticaCaro carburante, Futuro Nazionale si schiera con i presidi: «Agricoltura, pesca e trasporti sono un’unica filiera»PoliticaVerde pubblico, FdI replica ad AVS: «L’ambiente non è una tessera di partito»AttualitàImprese centenarie, oltre la metà opera nell’agroalimentare. Amarelli: «La longevità nasce dall’identità dei territori»AttualitàLaghi di Sibari, Assolaghi porta il dossier al Salone di Genova: «Entrino nella nuova strategia portuale calabrese»PoliticaItalia del Meridione si struttura a Corigliano-Rossano: Ida Sarlo nuova segretaria cittadinaEcoCultPatrizia Di Vico esordisce con Il Benedetto: un romanzo sul dolore che attraversa le generazioniTerritorioEnergia, D’Agostino: «La Calabria guardi ai modelli di Marche, Lazio e Abruzzo e rafforzi gli investimenti sulle rinnovabili»AttualitàFesta dei Nonni in carcere: a Rossano gli affetti familiari superano le sbarre
Tutte
PoliticaCivita

«Le tragedie come quella del Raganello sono eventi imprevedibili»

A parlare a 4 anni esatti dal disastro di Civita è Angelo Prioli, vicesindaco di Frascineto, coordinatore regionale dei giovani Udc Calabria: «Questi eventi ci devono indurre ad un esame di coscienza

«Le tragedie come quella del Raganello sono eventi imprevedibili»

CIVITA - Sono trascorsi 4 anni da quel 20 agosto 2019, quando la piena improvvisa del torrente Raganello spezzò la vita di 10 persone. Il bellissimo borgo di Civita venne ammantato da un velo di dolore e tristezza che ancora oggi lascia una ferita aperta e inguaribile. Anche perché un verò colpevole quella tragedia ancora non ce l'ha. E forse non lo avrà mai.

Ne è convinto anche Angelo Prioli, vicesindaco di Frascineto e responsabile regionale dei giovani Udc Calabria e tra i primi soccorritori di Protezione Civile ad arrivare sul posto quel pomeriggio di 4 anni fa. «Dobbiamo tenere presente - dice oggi Prioli - che l’ambiente montano è soggetto, a cadenza assolutamente imprevedibile, ad eventi catastrofici come questo, eventi che si verificano anche (ma certamente non solo) su itinerari famosi e molto frequentati.

Ma altrettanti eventi capitano anche su itinerari montani poco frequentati e in momenti in cui non ci sono persone».

Per Prioli, quindi, a Civita si sarebbe verificata «una terribile coincidenza di un evento imprevedibile capitato su un itinerario ad alta frequentazione». «Se fosse avvenuto di notte - precisa ancora - avremmo avuto probabilmente solo un report e nessuna persona coinvolta».

«Il caso del Raganello - va avanti il coordinatore regionale dei giovani centristi - come quello della Marmolada, non rientra nelle situazioni di prevedibilità, nessuno avrebbe potuto sospettare l’eventualità di un incidente di quella portata. Per avere una responsabilità bisogna poter prevedere un evento, cosa che è molto molto difficile».

«L’incidenza dell’innalzamento delle temperature sulle montagne - spiega Angelo Prioli - è cosa nota da tempo, non possiamo interdire l'intero arco alpino come non possiamo interdire tutte le spiagge italiane perché sono piene di meduse. Questi sono i cambiamenti climatici. Dobbiamo fronteggiarli, mitigarli riducendo le emissioni nell'atmosfera e adattarci. La tragedia del Raganello, come quella della Marmolada, ci deve non tanto portare a cercare i colpevoli di quel che è successo, visto che è stata una fatalità, quanto fare un esame di coscienza su dove sta andando l'uomo e cosa sta causando a livello globale. Le montagne questo ce lo insegnano. Sono insegnanti duri ma molto chiari. E' il sistema - conclude - che è compromesso».

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

21/08/2022