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De Raho squarcia il velo di ipocrisia sul reddito di cittadinanza: «Protezione sociale contro le mafie»

L’ex procuratore nazionale antimafia capolista M5S ieri sera a Co-Ro insieme a Baldino e agli altri candidati pentastellati critica la Riforma Cartabia e auspica un nuovo (e vero) governo della giusti

De Raho squarcia il velo di ipocrisia sul reddito di cittadinanza: «Protezione sociale contro le mafie»

CORIGLIANO-ROSSANO - «Il Reddito di cittadina ha rappresentato e rappresenta una tutela e una protezione sociale per tanti giovani calabresi che altrimenti sarebbero fagocitati dalla ‘ndrangheta e dal malaffare». Le parole dell’ex procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, tentano di squarciare il velo di ipocrisia che ha avvolto la misura di sostegno – probabilmente la più importante e dirompente – varata durante l’ultima legislatura parlamentare. L’ex numero uno di Piazza dei Tribunali, oggi candidato capolista in Calabria per il Movimento 5 Stelle, ieri sera è intervenuto ad un partecipato meetup promosso dai pentastellati a Corigliano scalo, al termine di una campagna elettorale vissuta nei territori.

Insieme a De Raho, nella centralissima Piazza Salotto, c’era anche Vittoria Baldino, candidata all’uninominale Camera per il Collegio di Corigliano-Rossano e seconda – appena dietro il procuratore antimafia – nel listino bloccato pentastellato.

Dicevamo, un incontro partecipato e caloroso, moderato dal giornalista de Il Fatto Quotidiano, Lucio Musolino, e durante il quale sono intervenuti anche l’eurodeputata M5S, Laura Ferrara, e le candidate Maria Saladino, Teresa Sicoli e Maria Elisabetta Barbuto.

Dai toni pacati ma dalle trame travolgenti l’intervento di Cafiero De Raho, incalzato dalle domande di Musolino, che in 50 minuti di intervento ha ripercorso la sua storia di magistrato impegnato in prima linea contro le mafie e ha posto i cardini di un’azione politica di governo incentrata, con obbligo e senza tentennamenti, a restituire diritti, giustizia e sicurezza ai cittadini. Non è mancata, quindi, la stoccata alla recente riforma sulla giustizia che avrebbe posto le basi per una larga impunità. «La giustizia – ha detto De Raho – è dare una sentenza di pena o assoluzione. La giustizia non si efficienta abbreviando solo i tempi dei procedimenti ma garantendo al sistema più magistrati. Se la riforma interviene solo su uno di questi due aspetti rischia di diventare solo una misura dannosa».

De Raho ha poi spiegato come oggi si muovono le mafie e soprattutto come si muove la ‘ndrangheta che «negli ultimi 40 anni – ha detto - si è evoluta diventando una impresa che tiene sotto comando e al suo servizio tante altre imprese che reggono l’economia». La ‘ndragheta dalle “mani pulite” che fa affari soprattutto con le pubbliche amministrazioni, gestendo appalti a iosa «tramite i cartelli di aziende». «Anche in questo caso – ha sottolineato il magistrato pentastellato – occorre una normativa più dettagliata e stringente. Serve che si creino leggi che smascherino le società di facciata a servizio del malaffare ma serve anche modernizzare la burocrazia». Perché a parere di De Raho «lì dove c’è una burocrazia che non funziona, intervengono le mafie a risolvere i problemi. E questo perché con la sua capacità di intimidazione e corruzione la criminalità organizzata è capace di “fare giustizia” imponendo un paradigma pericolosissimo che la rende più forte e autorevole dello Stato».

A fare da eco alle parole di Cafiero De Raho, quelle di Vittoria Baldino, candidata del territorio e sempre più voce influente all’interno del movimento. «Il M5S – ha dichiarato la Baldino ai margini della riuscita iniziativa di ieri sera - arriva al 25 settembre con la testa orgogliosamente in alto. Ho iniziato a fare politica nel movimento perché qui ho visto quegli ideali di giustizia sociale, di etica pubblica, di legalità. Sono ideali in cui credo, e candidature come quelle di Cafiero De Raho – ha evidenziato la Baldino - sono la dimostrazione che questi valori continuano ad appartenere al movimento. Tutto ciò mi rende orgogliosa della forza politica cui appartengo, perché non solo non li ha mai abbandonati ma in questi anni al governo li ha perseguiti e continua a farlo. Ora tocca agli elettori fare la scelta. Perché le mafie si nutrono di omertà, intimidazione e consenso sociale. Se non vogliamo dare consenso alla criminalità organizzata e alle mafie bisogna votare e scegliere dalla parte della legalità, di chi ha le mani libere, di chi non ha ombre, di chi non ha ricevuto finanziamenti da grossi gruppi di potere e di sicuro – ha concluso - farà gli interessi dei cittadini. Scegliamo di stare dalla parte giusta»

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

22/09/2022