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A Corigliano-Rossano è l’ora dello Statuto, ma nelle istituzioni civiche campeggia ancora una paurosa dicotomia identitaria

Sintomatico che in Comune non ci sia una visione concreta di città unica è ancora l’incredibile stallo che si registra nella definizione di un nuovo stemma della città. Si mantiene un orribile logo pr

A Corigliano-Rossano è l’ora dello Statuto, ma nelle istituzioni civiche campeggia ancora una paurosa dicotomia identitaria

CORIGLIANO-ROSSANO - Tempus Venit. Per Corigliano-Rossano è giunta l’ora dell’adozione del nuovo Statuto comunale. Lo strumento di governo della città, tanto atteso, discusso e al centro di polemiche, il prossimo sabato mattina sarà adottato con i voti della maggioranza assoluta. Questo, dopo due sedute di Consiglio comunale durante le quali non si è mai raggiunta una maggioranza qualificata del civico consesso. Fine delle polemiche? Probabilmente no. Anzi, è quasi sicuro che lo Statuto comunale continuerà ad essere il fulcro di continue discussioni e schermaglie e di un futuro prossimo condito di modifiche e rettifiche.

La carta normativa della Città messa insieme in questi anni di prima consiliatura Stasi dalla Commissione consiliare speciale, dal sindaco e da un collegio di esperti, non piace, apparirebbe incompleta, quasi titubante su alcune grandi questioni e, in sostanza, non conciliante con le diverse anime ed espressioni della città ma soprattutto con le aspettative della grande comunità coriglianorossanese. Ad esempio, ci sarà la necessità di ritornare a discutere presto dell’istituto dei Municipi che sono stati inseriti nella bozza definitiva dello strumento, oggi in approvazione, ma che ad ogni modo non avranno effetto prima della prossima consiliatura, con un buco nero rispetto alla loro funzione e funzionalità all’interno dell’apparato istituzionale.

Ma se su questioni come quelle dei municipi potrebbe essere ancora opportuno parlare e discutere, restano altri temi ancora aperti. Forse meno importanti per il funzionamento della vita della città ma pur sempre essenziali per la liturgia istituzionale di un Comune.

C’è ancora da sciogliere, su tutti, il “mistero” attorno al nuovo stemma e al gonfalone della città. Durante l’estate scorsa l’Amministrazione comunale aveva lanciato una manifestazione di interesse per raccogliere idee e proposte dalla grande comunità di Corigliano-Rossano. Di proposte ne sono arrivate in buon numero al protocollo del Comune ma di stemma e gonfalone di sono perse le tracce. L'esecutivo civico avrebbe dovuto nominare un giurì di esperti (anche in questo caso) per scegliere un rosa di proposte più concerni e congeniali alla nuova città per poi sottoporla al voto dell’Assemblea civica. Ma anche in questo caso non se n’è fatto nulla, in attesa di tempi migliori.

Eppure - probabilmente - la seduta del Civico consesso di sabato prossimo, convocata straordinariamente nella sontuosa Sala degli Specchi del Castello Ducale, a dimostrazione della potenziale magnificenza che esprime questa grande città, sarebbe potuta essere l’occasione giusta per presentare alle istituzioni e ai cittadini proprio le nuove effigi araldiche di Corigliano-Rossano. Invece no, anche nel cerimoniale si prosegue con una scialba dicotomia. Ci saranno gli agenti di Polizia municipale che ancora, a distanza di 5 anni dalla nascita del nuovo comune fuso, continueranno ad indossare le loro divise con i rispettivi stemmi di provenienza e a sorreggere, nella massima funzione laica della democrazia, i due vecchi gonfaloni delle estinte città. Così come quello stemma provvisorio, orrendo, che Co-Ro continuia a portarsi dietro e che in concreto non simboleggia più nulla se non quella “paura” di voler tutelare due identità civiche che certamente non si custodiscono né si preservano dall’oblio attraverso un oggettivo cattivo gusto grafico.

Ora – ribadiamo – non è con uno stemma, un disegno, un araldo o un gonfalone che si mette sui giusti binari una grande e complessa città. Ma questo disinteresse è sintomatico di una certa distanza dalla visione di città unica che continua a campeggiare (e forse a prevalere) negli apparati democratici che reggono la città. Sono spie luminose arancioni che lampeggiano sul quadro dei comandi ormai da diversi mesi. E che non interessano nessuno. Anche se la forma alle volte può aiutare a dare concretezza e sostanza.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

22/02/2023