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Reddito di merito, affondo contro Occhiuto: «Misura civetta, i giovani chiedono lavoro non slogan»

Duro attacco al bando regionale destinato agli universitari: «Criteri troppo rigidi, stress e disparità sociali ignorate. La vera emergenza è l’assenza di occupazione qualificata dopo la laurea»

Reddito di merito, affondo contro Occhiuto: «Misura civetta, i giovani chiedono lavoro non slogan»

CALABRIA – «Una misura che suona bene negli slogan ma che rischia di trasformarsi in una gigantesca operazione d’immagine». È un attacco frontale quello rivolto al “reddito di merito” promosso dalla Regione Calabria e dal presidente Roberto Occhiuto, contestato per criteri ritenuti troppo rigidi e per una visione definita distante dai reali problemi dei giovani calabresi.

Nel mirino finiscono soprattutto i requisiti richiesti per accedere al contributo economico destinato agli studenti universitari: media ponderata tra 27 e 30, conseguimento del 40% dei crediti entro il primo aprile e completamento totale dei crediti entro il primo ottobre, oltre alla partecipazione obbligatoria a corsi universitari aggiuntivi.

Secondo i critici della misura, il rischio concreto è quello di trasformare il percorso universitario «in una corsa ad ostacoli senza respiro», alimentando ansia, stress e pressione psicologica sugli studenti.

«È oro colato se uno su mille ce la fa», viene osservato polemicamente, contestando un sistema che – si sostiene – invece di incentivare davvero il merito, sembrerebbe costruito per restringere al massimo il numero dei beneficiari.

Al centro delle contestazioni anche l’assenza di riferimenti alle condizioni economiche delle famiglie. «Il provvedimento non tiene conto dell’Isee e rischia di ampliare ulteriormente le differenze sociali», viene evidenziato, accusando la Regione di ignorare le reali condizioni di partenza degli studenti.

Ma la critica più profonda riguarda il concetto stesso di “merito”. Per gli oppositori della misura, il valore di un percorso universitario non può essere ridotto esclusivamente alla velocità nel superare gli esami o al voto finale, ma dovrebbe comprendere crescita personale, impegno, capacità di resilienza e competenze maturate nel tempo.

Nel documento viene inoltre richiamato il tema del disagio psicologico tra gli universitari, citando dati secondo cui circa l’80% degli studenti italiani sperimenterebbe condizioni di forte stress legate allo studio, tra ansia, insonnia e burnout.

La contestazione assume anche una forte dimensione politica. «Il tempo delle promesse e della campagna elettorale è finito», viene affermato, criticando una comunicazione regionale ritenuta più orientata all’effetto mediatico che alla risoluzione concreta dei problemi strutturali della Calabria.

Secondo i critici del reddito di merito, infatti, il vero nodo resta il futuro occupazionale dei giovani: «I ragazzi non lasciano la Calabria perché le università non funzionano, ma perché dopo la laurea non trovano lavoro stabile e qualificato».

Ed è proprio qui che viene indicata la vera priorità: creare occupazione, salari adeguati e prospettive concrete per evitare che i giovani continuino a lasciare la regione.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

29/04/2026