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Consorzio unico di bonifica, Madeo: «La Regione rinuncia al controllo, garantisca almeno i Tfr»

La consigliera regionale del Pd critica la riforma approvata dal Consiglio: «Ignorate le richieste di sindacati e opposizione». Al centro della contestazione il venir meno delle funzioni di vigilanza

Consorzio unico di bonifica, Madeo: «La Regione rinuncia al controllo, garantisca almeno i Tfr»

CATANZARO - La legge è passata con i numeri della maggioranza, ma il dibattito politico resta aperto. A riaccenderlo è la consigliera regionale del Partito Democratico Rossella Madeo, che torna ad attaccare la riforma del Consorzio unico di bonifica, approvata dal Consiglio regionale nonostante le forti riserve espresse dai sindacati e dalle opposizioni.

Secondo Madeo, il provvedimento segna un arretramento del ruolo della Regione Calabria nei confronti dell'ente, privandola delle funzioni di vigilanza e controllo esercitate fino ad oggi. Una scelta che la consigliera considera particolarmente delicata soprattutto alla luce delle questioni ancora aperte che riguardano i lavoratori.

«Si governa con la forza dei numeri e, in questo caso, lo si è fatto sulla pelle di chi è direttamente coinvolto nei provvedimenti», afferma Madeo, sottolineando come la proposta sia diventata legge nonostante le criticità evidenziate dalle organizzazioni sindacali e dai rappresentanti di categoria.

La consigliera dem ricorda di aver presentato in Commissione Agricoltura otto emendamenti al testo. Tutti respinti, ad eccezione di uno di natura esclusivamente formale. Le modifiche proposte, spiega, puntavano a mantenere in capo alla Regione funzioni di garanzia e responsabilità, evitando che il Consorzio potesse operare senza adeguati strumenti di controllo pubblico.

Nel mirino dell'esponente del Pd c'è soprattutto la questione dei Trattamenti di fine rapporto ancora da liquidare. «Il Consorzio unico di bonifica si è visto recidere quel cordone ombelicale di cui si parla fin dal primo giorno. In sostanza la Regione ha abdicato in toto al ruolo di vigilanza e garanzia nonostante i centinaia di Tfr che ancora devono essere corrisposti», sostiene.

Madeo denuncia inoltre un atteggiamento che definisce «sordo» da parte della maggioranza regionale rispetto alle osservazioni avanzate durante l'iter della proposta di legge. Da qui la richiesta di un'assunzione di responsabilità politica nei confronti dei lavoratori e del sistema delle bonifiche.

Ma la riflessione della consigliera si allarga anche al tema della gestione delle risorse idriche e delle infrastrutture strategiche. «Quale modello di governo dell'acqua immagina questa maggioranza?», si chiede, evidenziando come il dibattito non possa essere limitato agli aspetti amministrativi.

«L'acqua non è una questione burocratica. L'acqua è una risorsa strategica. L'acqua è sviluppo economico. L'acqua è coesione sociale», afferma Madeo, secondo la quale qualsiasi strategia di crescita per la Calabria dovrebbe partire proprio dalla tutela e dal rafforzamento delle infrastrutture essenziali.

Un tema destinato a rimanere al centro del confronto politico regionale. Perché quando si parla di acqua, agricoltura e servizi, la partita non riguarda soltanto gli enti. Riguarda il futuro stesso dei territori.

Eco dello Jonio

Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.

09/06/2026