Corigliano-Rossano, torrenti e canaloni sotto osservazione. Uva: «Si chiarisca chi deve intervenire»
Dopo i sopralluoghi dell’Asp e della Polizia provinciale, il consigliere comunale e provinciale scrive a Prefettura, Regione e Provincia. In alcuni tratti vegetazione e materiali renderebbero difficil

CORIGLIANO-ROSSANO –
Prima capire chi deve intervenire, poi verificare cosa c’è da fare. Ma soprattutto evitare che il rimpallo delle competenze trasformi la prevenzione in una corsa contro il tempo quando l’emergenza è già arrivata. È il senso dell’iniziativa del consigliere comunale e provinciale Antonio Uva, che torna sulla situazione di alcuni torrenti, fossi e canaloni di Corigliano-Rossano.
Uva ha trasmesso una nuova nota alla Prefettura di Cosenza, alla Regione Calabria – Dipartimento competente in materia di Demanio Idrico e alla Provincia di Cosenza – Settore Ambiente, coinvolgendo per conoscenza anche Comune, Consorzio di Bonifica, Calabria Verde, Protezione Civile regionale e Dipartimento di Prevenzione dell’Asp.
Le precedenti segnalazioni hanno già prodotto alcuni sopralluoghi. Sono intervenuti il Dipartimento di Prevenzione dell’Asp e, nei giorni 10 e 11 settembre, la Polizia provinciale, su incarico del Settore Ambiente della Provincia.
Secondo quanto riferisce Uva, durante le verifiche sarebbe stata riscontrata la presenza di vegetazione, materiale inerte e depositi che, in alcuni punti, renderebbero difficoltoso l’accesso e impedirebbero una completa ispezione degli alvei.
Il consigliere evita però di trasformare queste condizioni in una previsione di rischio che spetta agli organismi tecnici formulare. «Non faccio allarmismo, chiedo prevenzione – precisa –. Non sto sostenendo che la situazione determini automaticamente un pericolo imminente o un evento alluvionale. Sono gli organismi competenti che devono effettuare le verifiche».
Il nodo principale resta quello delle responsabilità amministrative. Uva chiede alla Regione di indicare formalmente quali corsi d’acqua siano di propria competenza e, per quelli che non lo fossero, quale amministrazione debba occuparsene. Alla Prefettura sollecita un coordinamento tra gli enti, mentre alla Provincia domanda di conoscere gli esiti degli accertamenti della Polizia provinciale e gli eventuali adempimenti successivi.
«Non possiamo assistere a un continuo rimpallo tra Amministrazioni», sostiene Uva, chiedendo una valutazione tecnica complessiva e, qualora ne emergesse la necessità, interventi di manutenzione, pulizia, rimozione dei materiali e ripristino del regolare deflusso delle acque.
La richiesta riguarda anche ciò che eventualmente è già stato programmato: interventi, ente responsabile, risorse disponibili e tempi di esecuzione.
Il punto, prima ancora della pulizia dei singoli corsi d’acqua, è dunque costruire una catena di responsabilità che non lasci zone grigie, la prevenzione funziona soltanto se si sa chi deve controllare, chi deve decidere e chi, quando serve, deve intervenire.
Eco dello Jonio
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16/09/2026
